“Cambia colore della Regione Piemonte e cambiano le prospettive. In questi giorni si sta discutendo infatti la modifica della legge 9/2016. Ora improvvisamente si sono accorti che esiste il “modello Puglia” a cui fare riferimento. 250 metri invece che 500 di distanziamento dai luoghi sensibili e rimodulare la lista di questi ultimi. Era evidente a tutti che associazioni bocciofile e scuole di salsa e merengue erano abbastanza assurde da prendere in considerazione”. Così Sapar in una nota.

“Nonostante le roboanti dichiarazioni della sindaca Appendino su ‘gli ottimi risultati ottenuti in Piemonte al contrasto al gioco patologico’ (rimane da capire cosa si intenda per ‘risultati’), nonostante le cifre ottimistiche del consigliere Rossi (Pd) che certificano che in Piemonte si giochi meno del resto d’italia (in mancanza di macchine legali ci sembra il minimo), a 4 anni dall’entrata in vigore della legge regionale più dura d’Italia sul gioco di Stato la realtà è ben diversa dalle fantasie targate 5stelle e Pd. Riamane il fatto che la Guardia di Finanza batta ogni mese il record del mese precedente sui sequestri di macchine illegali (visto che quelle legali sono sparite) e rimane il fatto che il crollo della spesa per gli apparecchi da gioco non voglia dire affatto che sia scomparsa la domanda. Semplicemente si è avuto il boom del gioco online e delle bische clandestine.

I 5 Stelle stanno evaporando come ghiaccio secco al sole e il Pd potrebbe svegliarsi dal sonno profondo degli ultimi anni su questo argomento. Le migliaia di famiglie che vivono del gioco di Stato e i migliaia di imprenditori onesti del settore meritano una classe politica all’altezza del proprio ruolo e non di una armata brancalone a caccia dei facili voti e demagogia spicciola”.