“C’è la necessità di ricercare una strada comune per una riforma condivisa sul tema del gioco. Questo è un settore con problemi, sensibilità, bisogni, interessi e valori di vario tipo. Il problema di natura economica sta nella sostenibilità del modello di business continuamente ribaltato, rivisto, condizionato da interventi spesso espulsivi, di natura fiscale, amministrativa che creano disagio a chi fa questa attività. Oltre al problema della concorrenza sleale portata dal gioco illecito”.

Lo ha detto Lino Enrico Stoppani, Vice Presidente Vicario di Confcommercio, intervenendo all’Assemblea Pubblica “Gioco legale: una riforma condivisa nell’interesse del Paese”. Incontro organizzato per permettere alle rappresentanze di confrontarsi con le istituzioni sullo stato del settore del gioco legale e sul suo necessario riordino nell’interesse dei consumatori, delle istituzioni, degli operatori e delle imprese.

“Il problema di carattere normativo evidenzia che c’è bisogno di una manutenzione straordinaria, non solo ordinaria, per dare ordine ad una serie di normative che creano confusione. C’è poi un problema sociale, riguardante le dipendenze, sul quale noi stiamo facendo le nostre riflessioni, che producono danni alla filiera del gioco e ai giocatori, si parla spesso di responsabilità sociale su cui va portata la giusta attenzione. C’è poi un problema reputazionale, certamente per molti pregiudizi, ma anche per l’incapacità del settore a far emergere i valori positivi del gioco lecito. C’è un problema di legalità, esiste un illecito che drena risorse. Sul tema della legalità ci sono sostanzialmente tre questioni: la prima riguarda l’infiltrazione malavitosa, con il riciclaggio di denaro sporco, problema vero su cui chi fa gioco deve confrontarsi; poi c’è il tema del gioco illegale, concorrenza sleale, danno erariale e patologie correlate; poi un problema di regole, serve manutenzione, se si ostacola il lecito si favorisce l’illecito. Va trovato il giusto equilibrio, non è facile. La nostra posizione è che siamo d’accordo sul riordino del settore atteso da anni, con l’intento di contrastare le fantasie degli enti locali e contrastare l’orientamento secondo cui si vuole vietare il gioco, aspetto che fa aumentare la trasgressione con rischi maggiori”.