Questa mattina è stata inviata a Filcams CGIL, Fisascat CISL e Uiltucs Piemonte, una nota associativa di approfondimento in ordine agli effetti conseguenti all’applicazione della Legge regionale n.9 del 2 maggio 2016 che ha introdotto limiti e restrizioni tali da determinare la sostanziale espulsione dell’intero settore economico del gioco legale dal territorio piemontese.

AS.TRO ha inteso rivolgersi alle principali sigle sindacali per segnalare, in particolare, le problematiche occupazionali che riguardano il comparto, in tutte le sue articolazioni: infatti, dopo la messa al bando dei congegni presenti all’interno dei pubblici esercizi generalisti, la situazione sarà destinanta a precipitare ulteriormente a partire dal 20 maggio p.v. quando entrerà in vigore l’obbligo di rimozione dei congegni anche negli esercizi dotati di licenza ex art. 88 T.u.l.ps. (sale da gioco con ambiente dedicato, sale dedicate, agenzie di scommessa e sale bingo) che non siano riusciti ad adeguarsi al rispetto delle limitazioni territoriali imposte dalla normativa regionale.

È forse la prima volta che uno “stato di crisi” imprenditoriale ed occupazionale non è determinato da fenomeni macroeconomici o da contingenze del mercato ma da una consapevole scelta del legislatore che rischia di generare il licenziamento di circa il 75% della forza lavoro del settore presente in Piemonte.

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