Pubblichiamo di seguito la richiesta di rettifica inviata in mattinata dalla segreteria dell’associazione al Direttore Responsabile della redazione del quotidiano Corriere dell’Umbria dove, nei giorni scorsi, precisamente lunedì 11 novembre è stato pubblicato un articolo, riportante dati numerici fortemente fuorvianti e ben lontani dalla realtà dei dati ufficiali.

“RICHIESTA RETTIFICA AI SENSI DELLA LEGGE 47/1948 e s.m.i

Egregio Direttore, in merito all’articolo a firma Alessandra Borghi, pubblicato sul Vostro quotidiano nell’edizione dell’ 11 novembre 2019, dal titolo <<Gioco d’azzardo, spesi 500 milioni in un anno>>, chiediamo che venga pubblicata la seguente rettifica.

Premesso che non è intenzione della nostra associazione sottovalutare le problematiche legate al gioco d’azzardo e le cause sociali che le determinano, riteniamo però che qualsiasi analisi non possa prescindere dalla diffusione di dati corretti. Le slot (c.d. AWP) e le VLT devono restituire al giocatore, per espressa disposizione normativa, una percentuale minima di vincite, rispettivamente del 68% e dell’84%. Quindi, la spesa sostenuta dal giocatore, ossia l’effettiva perdita patrimoniale dallo stesso subita, non corrisponde alle somme giocate, come erroneamente lasciato intendere dall’autrice dell’articolo, ma alla differenza tra le medesime e quelle restituite al giocatore a titolo di vincite. Si tratta, non solo di un criterio di elementare evidenza logica, ma rappresenta il criterio analitico utilizzato dalla stessa Agenzia dei Monopoli. Tenendo conto di questo vizio d’origine, è necessario rivedere, sulla base dei dati ADM relativi al 2018, tutti i numeri riportati nell’articolo per scoprire la loro rilevante discrepanza rispetto ai dati reali. Certo, una volta compiuta questa operazione, l’effetto allarmante sfuma ma ciò che resta è di certo più consono ad una corretta informazione.

Per non annoiare il lettore ci limitiamo a riportare solo alcune delle evidenti inesattezze contenute nell’articolo:

a) Nella provincia di Perugia, è stato speso nel 2018, per tutte le tipologie di gioco, l’importo di circa 192 milioni di euro (290 euro pro capite) e non di 500 milioni come riportato nell’articolo.

b) In tutta Italia, per slot e VLT sono stati spesi nel 2017 10,4 miliardi di euro e nel 2018 10,2 miliardi di euro. Siamo quindi ben lontani dai 101 miliardi indicati nell’articolo.

c) A Gualdo Tadino, l’importo complessivo speso per tutte le tipologie di gioco (slot, gratta e vinci, lotterie istantanee, scommesse sportive, ecc.) è pari a 5,3 milioni di euro e non a 9,2 milioni. La spesa pro-capite è quindi di 353 euro e non di 1.100 euro.

d) A Magione, la spesa annua pro capite per tutte le tipologie di gioco è di 200 euro e non di 386 euro. Quella riferita alle sole slot (le VLT non sono presenti) è pari a 104 euro annui pro-capite. Avendo l’autrice dell’articolo utilizzato il medesimo metodo di calcolo errato, anche per gli ulteriori dati numerici riportati nell’articolo relativamente ad altri comuni umbri, è sufficiente raffrontare i medesimi con quelli della spesa per il gioco riportati dal Libro Blu della Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, per avere evidenza delle rilevanti inesattezze contenute nell’articolo.

Cordiali saluti
Avv. Massimo Piozzi
Centro Studi Assotrattenimento 2007–As.Tro”