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Il sonno della ragione genera mostri, ci ricordava Goya.
E il gioco d’azzardo cos’altro è se non perdita della ragione?
I mostri che genera sono giocatori perdenti, familiari sofferenti, comunità e tessuto sociale impoveriti.
Ecco che allora, proprio per sensibilizzare su questa tematica, sabato 15 settembre alle ore 17 al Circo Oz di Via Macchi 39 a Bobbiate (frazione di Varese) verrà inaugurata la prima mostra sulla dipendenza da gioco d’azzardo, con l’esposizione di opere realizzate in tecniche espressive multiple, che sarà possibile visitare sino al 30 settembre.
Il Circo Oz di Bobbiate non è nuovo a iniziative di questo genere, realizzate in collaborazione con l’Associazione AND-Azzardo e Nuove Dipendenze.

Nel maggio scorso, in occasione della giornata di S.Fortunato Martire, aveva ospitato l’Apericena azzardata, una serata ludico-riflessiva proprio su questo tema, che aveva riscosso molto successo.

Del resto, appena avviata la nuova gestione, ci dice Alessandro Ozzella, il titolare, “le slot sono state subito fatte sparire per dare spazio a freccette, biliardino, eventi socializzanti e tanta buona cucina (dalla pizza, ai piatti gourmet, agli aperitivi) in un luogo libero dall’azzardo, dove le persone possono entrare in sicurezza e ritrovare i legami di una volta. Due chiacchiere al bancone, la partita di calcio vista in compagnia, e molto altro”.
La mostra consentirà di ammirare fotografie a tema, pannelli con opere grafiche di giovani e studenti, ma anche del graffiante vignettista Valerio Marini, e di leggere dati che non sempre si conoscono (su quanto si spende e quante persone si ammalano). Ampio spazio verrà dato ai dipinti di Vincenzo Morlotti, che – interpellato sul perché dedicare varie sue opere al tema “azzardo” chiosa: “Raccontare la mia vita e le mie sperimentazioni artistiche, molto diversificate ma sempre nell’ambito del Realismo figurativo non è cosa semplice. Già ai primordi del mio iter creativo alternavo gli studi prettamente accademici all’approfondimento di interessi sociologici e antropologici, intesi a compenetrare le dinamiche comportamentali umane. Studi e osservazioni dal reale che mi hanno agevolato nella rappresentazione di tematiche figurative. E’ sempre stata una mia convinzione che l’Artista debba saper raffigurare pittoricamente molte realtà anche quotidiane, spesso realisticamente scomode per alcuni. Non ho mai inteso il mio lavoro espressivo come abbellimento di civettuoli salotti mondani ma come narrazione di eventi popolari. Da qui un fiume di lavoro, dalla paesaggistica alle archeologie industriali, quindi alle tematiche bucoliche e faunistiche. Le tematiche del gioco d’azzardo risalgono agli anni ‘80, poi riprese con una visione più realistica negli anni 2015/2017. Questi dipinti sono un mio viaggio dantesco in un mondo effimero che non mi appartiene ma che esercita un fascino indiscutibile. Dipingerli significa esorcizzare una dimensione conosciuta e inquietante. Ho studiato molto le relazioni sociologiche di eminenti psichiatri del campo e il mio desiderio è quello di offrire un contributo personale nel denunciare pittoricamente tale fenomeno, oggi considerato giustamente una vera e propria piaga: dipingerlo mi fa sentire socialmente utile non solo come insegnante ma certamente come genitore e come cittadino responsabile”.

Proprio sulla scia di questo concetto di cittadinanza attiva si potrà anche lasciare un proprio commento nell’apposito quaderno sul bancone, oppure compilare un questionario anonimo di autovalutazione dei propri comportamenti di gioco d’azzardo, o ancora farsi un selfie incorniciati dallo slogan #azzardotivinco: ciò perché chiunque – al pari del pittore o del titolare del Circo Oz – può assumere sul tema azzardo un ruolo partecipe e critico, e questo evento consentirà di farlo nel contesto accogliente del locale, con i suoi tavolini dipinti, le tovagliette anti-azzardo e le bustine di zucchero che ci ricordano che l’azzardo non addolcisce la vita.

La visita è indicata per chiunque, a partire dai 14 anni. E’ gratuita e libera negli orari di apertura del Circolo (dal martedì alla domenica: 10.00/14.00 e 17.00/24.00. Chiuso il lunedì. Telefono: 0332-1693170).

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