“Siamo qui oggi come settore europeo e italiano, entrambi fanno parte di un settore mondiale. I produttori del comparto a livello mondiale sono multinazionali, ma in ambito europeo si tratta spesso di piccole aziende. E’ importante che per queste aziende la regolazione sia chiara e comprensibile. Il comparto è stato profondamente colpito dal Covid, aiutare le istituzioni a produrre una normativa chiara è il nostro maggiore obiettivo come Euromat. Negli ultimi anni siamo stati in costante contatto con la Commissione Europea. Siamo qui oggi per portare avanti il confronto”.

Lo ha detto Kieran O’Keeffe, Segretario generale Euromat, intervenendo alla tavola rotonda tenutasi durante agli Stati Generali dell’Amusement a Roma.

Antonio Giuliani (Direzione Giochi – Ufficio apparecchi da intrattenimento Adm): “Il confronto è fondamentale, soprattutto conoscendo bene quali sono i paletti che riguardano la normativa. Nel 2020 era opportuno ovviare allo sviluppo disordinato del settore a causa della mancanza di regole tecniche. C’erano delle esigenze, bisognava capire cosa c’era in giro, quindi abbiamo sentito le associazioni, che hanno partecipato”.

Domenico Distante (presidente Sapar): “L’unica medicina oggi possibile è sempre il confronto, con buonsenso”.

Marco Raganini (presidente Anbi): “I termini stanno per scadere, siamo preoccupati, vorremmo capire se questa strada che abbiamo intrapreso di dialogo possa portare a un traguardo”.

Antonio Giuliani (Direzione Giochi – Ufficio apparecchi da intrattenimento Adm) ha replicato: “Il confronto sta portando a soluzioni che possono facilitare la messa in avvio della riforma. Io vedo nella riforma un’opportunità. E’ chiaro che tutte le riforme portano delle difficoltà, bisogna organizzarsi. Noi stiamo cercando di semplificare il più possibile. Cercheremo anche di fare una proroga che ci consenta di arrivare a destinazione più facilmente. Le proroghe però non servono a nulla se al termine ci ritroviamo lo stesso problema. Veniamo da 9 anni di non regolamentazione, il settore è giustamente andato avanti, ora va ricondotto nei corretti binari. La riforma è un’opportunità perchè sentire affiancare la parola gioco d’azzardo al puro divertimento è qualcosa che non piace neppure a noi. Non voglio più vedere falsi alcol test, falsi apparecchi che finiscono nei bar per dare vincite in denaro. Adm deve tutelare tutti gli operatori onesti. Vogliamo che ci sia solo puro divertimento. Negli apparecchi Comma 7a e Comma 7c dove sta la dimensione ludica? Non voglio essere maligno ma questi apparecchi già in sè hanno una funzione diversa da quella ludica, bisogna cercare di evitare questo tipo di divertimento per i ragazzini di oggi”.

Maurizio Crisanti (segretario generale Anesv): “Rappresento i parchi divertimento, le nostre strade partono da un punto comune e poi si separano, ora è il momento di trovare una sintesi. La norma impedisce al nostro settore di avvalersi dei Comma 6. Noi non abbiamo sale giochi, questa attività per noi è residuale, facciamo qualcosa di diverso come ristorazione e feste per bambini. Siamo da sempre un’attività di spettacolo. Gli apparecchi dello spettacolo viaggiante sono tutti dotati di un codice identificativo, una procedura complessa e costosa, che è stata già digerita a fatica. Ora passare a una nuova rubricazione di apparecchi del valore spesso di qualche centinaio di euro ci sembra un adempimento che va al di là dei veri obiettivi che si pone la norma. Ricordo che noi siamo esonerati dall’imposta sugli intrattenimenti. Questa normativa si deve intersecare con l’evoluzione del settore ma deve trovare una sua armonia con una grande separazione tra i giochi che non possono trasformarsi in qualcosa di illegale e quelli che invece possono farlo. Che il legislatore non percepisca le differenze tra un apparecchio evidentemente innocuo in sè e uno che non lo è mi sembra assurdo. Chiediamo che le redemption siano velocemente regolarizzate, vogliamo che si possano ospitare negli appositi spazi di gioco macchine che sul piano reddituale sono le più remunerative”.

Domenico Distante (presidente Sapar): “Oggi chi sbaglia deve pagare, deve cambiare anche il lavoro sanzionatorio. Si deve chiudere l’esercizio, la licenza non va più restituita”.

Vanni Ferro (presidente New Asgi Italia): “Oggi una regolamentazione ci deve essere e deve essere chiara. Oggi siamo vittime di noi stessi. Il tavolo tecnico rappresenta oggi una grande opportunità di confronto, bisogna arrivare a comprendere che da una parte c’è un settore che ha bisogno di lavorare e di innovarsi. C’è un mercato fermo, aziende ferme. Speriamo che almeno nelle norme tecniche ci sia chiarezza e velocità nelle parti più importanti, bisogna sbloccare la situazione. C’è tanta gente che lavora in maniera seria, pronta a fare sacrifici per cercare di arrivare a una soluzione che sia condivisa”.

Domenico Distante (presidente Sapar): “Oggi è già tardi, parliamo di un settore di cui non mi vergogno. Dietro c’è un motore di persone, tantissimi dipendenti che fanno questo lavoro, parlo di tutto il settore del gioco legale. Per il comparto del gioco legale, in generale, bisogna intervenire sui rapporti con le banche”.

Vanni Ferro (presidente New Asgi Italia): “Oggi i nostri giochi sono per le famiglie, sono semplicistici. Hanno un ruolo di aggregazione diverso rispetto al passato. La ludopatia nelle sale giochi è inesistente. Il minore arriva con la famiglia, non va da solo. Abbiamo cambiato anche gli orari di apertura, si tratta di luoghi dove la famiglia gioca insieme. E’ giusto regolare, ma non si può esagerare”.

Antonio Giuliani (Direzione Giochi – Ufficio apparecchi da intrattenimento Adm): “Mi divertivo anche io nelle sale giochi. Sono luoghi di aggregazione e divertimento e il rispetto che l’Agenzia ha nei confronti di questi luoghi è testimoniato da una delle scelte considerata più controversa, cioè quando abbiamo deciso che tutti gli apparecchi meccanici ed elettromeccanici esistenti potessero operare solo nelle sale giochi. Questo perchè riteniamo che quei luoghi sono assolutamente di divertimento, siamo certi che sono destinati solo ai bambini. E’ chiaro che dentro c’è finito tanto, come il biliardino del bar, riconsiderando tutto probabilmente questi rimarranno dove sono. Vogliamo degli apparecchi certificati per tutti. Le ticket redemption adesso potranno finalmente trovare la giusta collocazione nelle sale. Le modifiche le stiamo individuando, dobbiamo farlo insieme, alcune soluzioni non accontenteranno tutti, ma già qualche cambiamento lo stiamo apportando”.

Marco Raganini (presidente Anbi): “Per i bowling il futuro è molto incerto. Ora con il Covid immaginate cosa vuol dire gestire grandi metrature con grandi flussi e tempi di gioco molto ridotti. Purtroppo la responsabilità finisce tutta sul gestore. Oggi non basta comprare un gioco per essere apposto, ora dovremo noi certificare i giochi che abbiamo in casa, dobbiamo prenderci una responsabilità in più. Si parla di multe di decine di migliaia di euro. Anche con i giochi a noleggio non sei più tranquillo. Senza considerare tutti i controlli da fare per le regole anti Covid”.

Alessandro Lama (presidente Federamusement Confesercenti) in chiusura: “Oggi abbiamo messo un ulteriore tassello verso il raggiungimento di una soluzione”.

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