“Il Tribunale di Lucca, con una recentissima sentenza del 29.09.2022 (n. 937/2022, RG. 1092/2019), si è pronunciato a favore di un Concessionario, difeso dallo Studio Legale Giacobbe Tariciotti Associati, rigettando l’opposizione a decreto ingiuntivo promossa da un Gestore di apparecchi da gioco in tema di prelievo forzoso disposto dalla Legge di Stabilità 2015. In particolare, il Concessionario ricorreva in sede giudiziale per il recupero del credito, in ragione di quanto statuito dal comma 921 dell’art. 1 della Legge di Stabilita 2016 che, quale norma di interpretazione autentica dell’art. 1, comma 649 della Legge di Stabilità 2015 (abrogato dal precedente comma 920 e quindi valevole per il solo anno 2015), ha imposto una riduzione dei compensi per complessivi 500 milioni di euro a carico dei concessionari e degli altri operatori della filiera in misura proporzionale alla partecipazione di ciascuno alla distribuzione del compenso sulla base dei relativi accordi contrattuali, tenuto conto della loro durata nell’anno 2015″.

E’ quanto scrive l’avvocato Massimiliano Cirillo dello Studio Legale Giacobbe Tariciotti Associati, che commentando la sentenza spiega: “Il Tribunale toscano ha, innanzitutto, rigettato l’eccezione di incostituzionalità proposta dal Gestore, il quale riteneva che il perseguimento di un prelievo proporzionale non potesse attuarsi adoperando il criterio “statico” del numero di apparecchi, in quanto non effettivamente rappresentativo del reale volume commerciale desumibile dal valore del flusso di cassa dei singoli apparecchi di gioco, con conseguente violazione del principio di eguaglianza. In sentenza, infatti, viene precisato che, come stabilito dal legislatore del 2015, il prelievo forzoso è a carico di tutti gli operatori della filiera ed è basato sia sul numero degli apparecchi che sulla partecipazione alla distribuzione del compenso cui ha diritto ciascuno di essi, secondo gli accordi contrattuali con il concessionario. Pertanto – prosegue Cirillo -, il Giudice riteneva corretto il calcolo del Concessionario formulato sulla base del numero totale dei propri apparecchi sul territorio nazionale e secondo i dati riportati dalla legge n. 190/2014, art. 1, comma 649 e dal decreto di ADM del 15.01.2015.

Infine, circa l’addebito nei confronti del Gestore anche delle somme il cui onere dovrebbe ricadere sugli Esercenti, che il primo ritiene ingiustificato, il Tribunale ha invece ritenuto di condividere la posizione del Concessionario secondo cui i rapporti con gli Esercenti sono di spettanza del Gestore, in quanto soggetto deputato alla raccolta delle somme contenute negli apparecchi di sua proprietà, al netto delle vincite pagate, ed al conseguente pagamento all’Esercente della sua quota di spettanza dei compensi. A fronte di quanto sopra – evidenzia l’avvocato -, il medesimo Tribunale concludeva individuando nel Gestore il soggetto che avrebbe dovuto provvedere al recupero delle somme dovute a titolo di Legge di Stabilità, prelevandole dall’Esercente nell’espletamento di attività di sua esclusiva competenza, visto l’assenza di relazioni e attività di prelievo/versamento tra concessionari ed esercenti”.

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