Il Tribunale di Roma, accogliendo nuovamente le tesi degli avvocati Marco Ripamonti e Carlo Lepore svolte nell’interesse di un gestore siciliano, con provvedimento del 24 marzo 2021, ha rigettato la richiesta di un concessionario di munire di provvisoria esecuzione il decreto ingiuntivo emesso verso il gestore stesso e da quest’ultimo opposto.

Il provvedimento, oltre a basarsi sulla pregiudiziale comunitaria sollevata dal Consiglio di Stato riguardo alla legge istitutiva la tassa in questione, analizza l’importante aspetto della consistenza della prova scritta e dei presupposti a questa stessa connessi ai fini della provvisoria esecutorietà del decreto ingiuntivo.

In proposito, così il Tribunale afferma: “Al fine di ritenere l’accoglibilità della istanza di provvisoria esecuzione del decreto ingiuntivo opposto, è necessario non soltanto che l’opposizione non sia fondata su prova scritta o di pronta soluzione ma anche che la situazione probatoria sia tale da far ritenere pienamente fondata allo stato degli atti la domanda del creditore; tale adeguatezza della prova del credito vantato dall’opposto si ha quando la documentazione della fase sommaria ha valore di prova scritta anche nel giudizio di opposizione o quando viene integrata da idonea ulteriore documentazione o, infine, quando non vi è stata contestazione dei fatti costitutivi da parte dell’opponente”.

Alla di tali principi il Tribunale, in considerazione della contestazione del credito e della circostanza che la base della pretesa poggi su una norma a rischio di incompatibilità comunitaria, ha affermato l’inopportunità della concessione di provvisoria esecuzione.

L’avv.Marco Ripamonti si è mostrato soddisfatto ed ha dichiarato: “Il provvedimento è corretto e si fonda su principi ineccepibili. Ciò che è stata messa in discussione è la stessa base della pretesa del concessionario ed il Tribunale, ai fini della consistenza della prova, ha ritenuto inidonea ai fini della provvisoria esecutorietà in corso di causa quella offerta dal concessionario nella fase monitoria. E’ un altro provvedimento meritevole di rilievo, come anche il precedente, reso di recente dal Tribunale di Roma, con cui  si è anche ordinato al concessionario di produrre tutto quanto riguarda i volumi di raccolta non solo della AWP, ma anche delle VLT, per l’anno 2015. Ciò evidentemente alla finalità di effettuare conteggi che tengano conto di necessari scorpori basati sul  distinguo tra le diverse apparecchiature predette e della quota di pertinenza degli esercenti, che non può gravare sui gestori sui quali non incombe alcun onere di solidarietà ed anticipazione”.