A testa alta per riaffermare un diritto a chiedere le tutele che spettano a tutti gli altri. Questa la lettera di un operatore di gioco pubblico al sindaco di San Giovanni in Persiceto, comune del bolognese. Il Comune ha deciso di escludere le attività di scommesse dall’erogazione di un sostegno alle imprese.

La Giunta comunale di San Giovanni in Persiceto ha deliberato infatti alcune misure a sostegno alla rete commerciale e di servizio, in particolare per le imprese del territorio che hanno dovuto sospendere l’attività a seguito delle disposizioni statali di contenimento del contagio da Covid-19.

“Nei prossimi giorni verranno messi a bando 500.000 euro finalizzati al sostegno alle imprese mediante erogazione di contributi una tantum a fondo perduto a favore delle seguenti attività che, per effetto dell’emergenza sanitaria, abbiano dovuto sospendere l’attività ai sensi del DPCM 11.03.2020” si legge nella nota del Comune.

“Ho scaricato il modulo per l’accesso alle misure per il sostegno alle imprese.

Davvero, mi meraviglio come la dignità del lavoro non sia riconosciuta a tutti i lavoratori che legalmente esercitano (in proprio o come dipendenti…) un ‘lavoro’!

L’esclusione delle agenzie di scommesse (e non sto parlando per me ma unicamente per evidenziare un atteggiamento gratuito e populista nei confronti di un determinato settore), perché?

E poi mi meraviglio che ancora parliate di agenzie che esercitano gioco d’azzardo!

Esercitare il gioco d’azzardo è reato come da codice penale.

Le Agenzie del territorio non esercitano gioco d’azzardo, non sono bische clandestine.

Ciò che le agenzie del nostro territorio esercitano è ‘gioco legale’

Lo esercitano in virtù di norme concessorie: pagano tasse e tributi ecc ecc.

Hanno dipendenti, dipendenti che a loro volta hanno famiglie!

Sono lavoratori esattamente come gli operai di ‘Neri Motori’.

Il gioco? E’ gioco legale, controllato, esercitato con apparecchi certificati dallo Stato.

La dignità del lavoro è di ogni lavoratore, dipendente o proprietario.

Quando vuole, caro sindaco, ne possiamo parlare. Però vi chiedo di smettere di parlare di gioco d’azzardo, di non confondere (erroneamente o volutamente?…non so…) il gioco legale con quello illegale!

Chiedo anche di ‘rivedere’ i requisiti per accedere alle misure di cui al provvedimento citato ricordandovi-ci tutti del rispetto e della tutela del lavoro, di ogni lavoro, se legalmente esercitato.”