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(Jamma) Il Tar ha accolto il ricorso di una società concessionaria di gioco contro il provvedimento del Comune di Formia con il quale si introducono limiti orari al funzionamento delle slot e Vlt. Per i giudici l’ordinanza “nemmeno si basa su una rinnovata istruttoria rispettosa di quanto statuito dalla sentenza n. 616 del 2015 della sezione; e infatti la stessa difesa del comune invoca il “fatto notorio” della diffusione della ludopatia e la giurisprudenza che ha ritenuto che tale fatto notorio possa supportare misure limitative degli orari delle sale-gioco da parte dei comuni; senonchè qui non è in discussione se il carattere di fatto notorio della diffusione della ludopatia possa o meno giustificare il potere sindacale in questione ma la circostanza che dalla sentenza n. 616 del 2015,i cui contenuti verrebbero vanificati se si seguisse la linea difensiva dell’amministrazione, scaturisce un vincolo che impone al comune di Formia di fondare le proprie determinazioni in materia su un’istruttoria svolta secondo i criteri da essa indicati”.

“Con i ricorsi viene ora impugnata una nuova ordinanza sindacale che ha rifissato nella fascia oraria 10-20 l’orario massimo di attivazione per l’esercizio di apparecchi e congegni automatici ed elettronici di gioco.

Con entrambi i ricorsi viene denunciato che il nuovo provvedimento è radicalmente nullo o comunque illegittimo in quanto adottato in violazione o elusione del giudicato dato che si basa sulla medesima istruttoria su cui si basavano gli atti annullati dal T.A.R. con la sentenza n. 616 del 2015 e addirittura sulla delibera di indirizzo del Consiglio comunale n. 69 del 2014, cioè su uno degli atti che la sentenza aveva espressamente annullato; in sostanza i ricorrenti lamentano che il vincolo conformativo nascente dalla sentenza della sezione, pienamente operante in assenza di sospensione da parte del Consiglio di Stato, avrebbe obbligato il comune, al fine di rinnovare la misura annullata, a rinnovare integralmente il procedimento (a partire dalla delibera consiliare di indirizzo, annullata) e svolgere una nuova istruttoria nel rispetto dei principi stabiliti dalla sentenza. In entrambi i ricorsi viene poi puntualizzato, in relazione alla circostanza che a base dell’atto impugnato il comune pone anche una nota della A.S.L. Latina successiva ai provvedimenti annullati dalla sezione, che tale nota è stata prodotta nel precedente giudizio e scrutinata nella sentenza n. 616 del 2015 che l’avrebbe ritenuta inconferente”.

Il comune di Formia è stato anche condannato al pagamento delle spese di giudizio, liquidate  in euro duemila, oltre accessori di legge, a favore di ciascuna delle due parti ricorrenti.

TAR annulla limitazioni di orario e condanna il comune di Formia al pagamento delle spese di giudizio

 

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