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Il Consiglio di Stato ha respinto – tramite ordinanza – il ricorso presentato da una società contro Comune di San Martino Siccomario (PV) e Questura di Pavia in cui si chiedeva la riforma della sentenza del Tar Lombardia con cui era stata confermata l’“Ordinanza di inibizione dell’attività di sala giochi mediante apparecchi ex art. 110, co. 6, T.U.L.P.S.”.

Per il Consiglio di Stato “Ritenuta, ad un primo esame, l’insussistenza del fumus boni iuris dell’appello, atteso che è stato correttamente rilevato il mancato rilascio dell’autorizzazione comunale per la gestione dell’attività oggetto del provvedimento impugnato; ritenuto, infatti, che esclusivamente ai soli fini di pubblica sicurezza, in data 21 giugno 2011 il Questore di Pavia ha rilasciato un’autorizzazione ex art. 88 del Testo Unico di Pubblica Sicurezza per l’installazione di apparecchi videoterminali di cui all’art. 110, comma 6, lett. b) del TULPS (cd. video lottery), atteso che detta autorizzazione non costituisce titolo che legittima l’attività sotto il profilo commerciale, quanto piuttosto provvedimento reso ai soli fini del controllo sulle qualità soggettive del titolare; il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Quinta), respinge l’istanza cautelare”.

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