La Regione Piemonte dovrà “chiarire i presupposi di fatto” in base i quali è stato introdotta la distanza minima dai luoghi sensibili prevista dalla legge del 2016 per gli  esercizi in cui sono installate slot.

Di seguito il testo della pronuncia

REPUBBLICA ITALIANA

Consiglio di Stato

Sezione Prima

Adunanza di Sezione del 2 settembre 2020

OGGETTO:

Ministero dell’economia e delle finanze agenzia dogane monopoli.

Ricorso straordinario al Presidente della Repubblica proposto da Liliana Moschillo, Euroslot S.r.l., contro Comune di Verbania, e nei confronti di Asl Vco – Azienda Sanitaria Locale Verbano-Cusio-Ossola, avverso delibera 136/2017 di approvazione del regolamento per la determinazione e funzionamento apparecchi da gioco.

LA SEZIONE

Vista la relazione n. 805 del 28 maggio 2019, con la quale il Ministero dell’economia e delle finanze agenzia dogane monopoli ha chiesto il parere del Consiglio di Stato sull’affare consultivo in oggetto;

Esaminati gli atti e udito il relatore, consigliere Giuseppe Rotondo;

Premesso

Con il ricorso in esame, la signora MOSCHILLO LILIANA, in qualità di amministratrice unica della società EUROSLOT s.r.l. impugna la deliberazione del Consiglio Comunale di Verbania del 18 dicembre 2017, n. 136 recante l’approvazione del “Regolamento per la detenzione e il funzionamento di apparecchi da gioco o da intrattenimento nelle diverse tipologie di esercizi, per la disciplina delle sale giochi e di piccoli trattenimenti presso i pubblici esercizi”, di cui chiede l’annullamento per eccesso di potere sotto vari profili sintomatici; violazione di legge da parte dell’art. 5 della L. R. n. 9/2016, per contrasto con gli artt. 49 e 56 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione europea; violazione di legge da parte dell’art. 5 della L. R. n. 9/2016, per contrasto con l’art. 3 Cost.; violazione di legge da parte dell’art. 5 della L. R. n. 9/2016, per contrasto con gli artt. 117 comma 2, lett. h) e comma 3 della Cost..

La ricorrente espone di essere titolare di autorizzazioni per la gestione di due sale giochi di tipo VLT site in Verbania. In data 18 dicembre 2017, il Consiglio Comunale di Verbania, con l’intenzione di arginare il fenomeno della cosiddetta “ludopatia”, ha adottato la delibera indicata in epigrafe con la quale ha emanato un Regolamento comunale che sostituisce il precedente regolamento, nonché le precedenti ordinanze annuali con le quali erano state introdotte una serie di prescrizioni per l’apertura e la gestione di sale giochi sul territorio comunale.

In particolare all’art. 9, riprendendo sostanzialmente quanto contenuto nell’art. 5 della L.R. n. 9/2016, la delibera comunale ha previsto l’istituto del c.d. distanziometro, vietando l’insediamento di sale gioco ove siano installati apparecchi di cui all’art. 110, comma 6 e 7 del T.U.L.P.S. in locali che si trovino ad una distanza, misurata in base al percorso pedonale più breve, non inferiore a cinquecento metri da: a) istituiti scolastici di ogni ordine e grado pubblici e privati; b) centri di formazione per giovani e adulti; c) luoghi di culto; d) impianti sportivi; e) ospedali, strutture residenziali o semiresidenziali operanti in ambito sanitario o sociosanitario; f) strutture ricettive per categorie protette, luoghi di aggregazione giovanile ed oratori; g) istituti di credito e sportelli bancomat; h) esercizi di compravendita di oggetti preziosi ed oro usati; i) movicentro e stazioni ferroviarie.

Nel gravarsi avverso la deliberazione consiliare, essa deduce le seguenti censure.

1. L’intento regolatorio e conformativo del distanziometro produce risultati in tutto analoghi a quelli di un provvedimento proibizionistico che, da un lato, è integralmente ablativo delle posizioni giuridiche degli operatori economici del settore e, dall’altro, danneggia gli stessi utenti del gioco, nella fruizione di un’attività pienamente lecita.

Molte amministrazioni regionali e locali hanno celato finalità proibizionistiche sotto le spoglie di interventi regolatori.

La delibera del Comune di Verbania ha prodotto proprio questo effetto poiché la regolamentazione di cui all’art. 9 è eccessivamente stringente. Il corposo elenco dei luoghi sensibili impedisce, di fatto, la presenza di apparecchi ludici all’interno di centri abitati e persino nelle periferie, limitando le zone idonee al loro posizionamento a pochissime aree, ancor più che periferiche.

2. L’art. 9 del Regolamento impugnato riprende in maniera pressoché identica quanto prescritto dall’art. 5 della L.R. Piemonte n. 9/2016. Tuttavia, tale previsione è inficiata da plurimi profili d’illegittimità, che rifluiscono, in forma di illegittimità derivata, sul Regolamento qui gravato.

2.1.L’art. 5 della 1.r. 9/2016, su cui si ancora il Regolamento impugnato, si pone anzitutto in contrasto con i principi comunitari del libero stabilimento e della libera prestazione dei servizi, consacrati dagli artt. 49 e 56 TFUE.

2.2.. La norma legislativa piemontese (e così pure, in via derivata, il Regolamento gravato) è parimenti in contrasto con il principio di uguaglianza e con il principio di ragionevolezza, entrambi sanciti dall’art. 3 Cost.

Quanto al principio di uguaglianza, esso prescrive che situazioni uguali vengano trattate in maniera uguale. La circostanza tale per cui ogni Regione possa determinare in maniera difforme dalle altre la regolazione delle distanze delle slot machines da una serie di luoghi c.d. sensibili, infatti, determina una disparità di trattamento tra coloro che operano in una Regione piuttosto che in un’altra. Questo effetto è diretta conseguenza del fatto che ogni Regione potrebbe adottare scelte discrezionali e politiche “di parte”, più o meno restrittive sul punto al fine di favorire una determinata categoria di esercenti piuttosto che un’altra o, al contrario, sfavorirla. Quanto al principio di ragionevolezza, il vizio risiede nella circostanza che la legge, senza tener in alcun conto le specifiche e fra loro diversissime realtà dei Comuni piemontesi (di estensione e popolazione anche diversissime fra loro), prescrive in modo rigido e anelastico un distanziometro di 500 metri, senza ammettere alcuna eccezione.

3. L’art. 5 della L. R. n. 9/2016 (e dunque, in via derivata, anche il regolamento gravato) contrasta poi con quanto prescritto dall’art. 41 Cost., il quale tutela l’iniziativa economica privata che si sostanzia nella possibilità sia di scegliere se intraprendere o meno un’attività economica privata sia nella libertà di scegliere quale attività esercitare: il predetto art. 5 non si limita, come invece dovrebbe, a contingentare la presenza delle slot machines sul territorio, ma raggiunge invece l’effetto di vietare completamente l’esercizio di un’attività lecita e riconosciuta dallo Stato.

4. La disciplina regionale viola parimenti l’art. 117 comma 2, lett. h) Cost. Essa risulta lesiva della competenza esclusiva statale in materia di “ordine pubblico e sicurezza”, nel cui ambito vanno sicuramente ricondotte le prescrizioni relative a giochi e scommesse, essendo questo un settore che, coinvolgendo interessi molto rilevanti specie di natura economica, da sempre richiede una disciplina uniforme sul territorio nazionale. L’art. 5 della 1.r. n. 9 del 2016 — mediante il quale, giova ribadirlo, è stato vietato l’esercizio di attività di raccolta scommesse in un raggio non inferiore a 500 metri rispetto ad istituti “sensibili” — finisce, infatti, per porsi in contrasto con l’intento statale e con la riserva in materia di “ordine pubblico e sicurezza”, di cui all’art. 117, comma 2, lett. h) Cost.

5. La norma regionale viola la competenza statale in materia di tutela della salute, di cui all’art. 117, comma 3, Cost.

L’art. 5 della 1.r. piemontese n. 9/2016 si mostra manifestamente lesivo della disciplina statale, atteso che la norma, in contrasto con il d.l. n. 158/2012 ha: a) previsto l’immediata entrata in vigore del divieto di ubicazione; b) individuato direttamente la distanza dei punti di gioco rispetto ai luoghi “sensibili”, mentre la norma statale ha riservato ogni decisione sul punto all’attività pianificatrice dello Stato, che opera attraverso il MEF, il Ministro della Salute, la Conferenza Unificata ed AAMS; c) disposto la generale operatività del divieto di ubicazione senza distinguere tra concessioni rilasciate prima e dopo l’entrata in vigore del d.l. n. 158/2012; d) stabilito che il divieto in questione debba operare in relazione a tutti gli apparecchi da gioco di cui al r.d. n. 773/1931 nonché con riguardo ad ogni altra tipologia di offerta di gioco con vincita in denaro, ivi compresa la raccolta di scommesse; e) finito, in buona sostanza, per dar vita al più volte richiamato “effetto espulsivo”.

Il Ministero ha depositato relazione di servizio. Il Comune, benché più volte sollecitato, non ha dato riscontro alla richieste del Ministero di fornire le proprie controdeduzioni.

All’adunanza del 2 settembre 2020, il ricorso è stato trattenuto per la decisione.

Il ricorso non può essere ancora deciso.

La Sezione ha la necessità di disporre un supplemento di istruttoria per acquisire ulteriori elementi di fatto, non evincibili dalla documentazione di ricorso, ritenuti utili per la piena cognizione della fattispecie.

In particolare,

1) La regione Piemonte è invitata:

-a chiarire i presupposti di fatto in base ai quali essa è pervenuta all’approvazione dell’articolo 5 della legge regionale 9 del 2 maggio 2016 (riprodotto nell’art. 5 del Regolamento del comune di Verbania approvato con deliberazione del consiglio comunale 18 dicembre 2017, n. 136), segnatamente riguardo alla individuazione del limite sul distanziamento degli esercizi commerciali dai luoghi sensibili;

– quale sia la sua posizione rispetto a tutti i motivi di ricorso, tenuto conto che con il secondo motivo di gravame parte ricorrente ha chiesto la disapplicazione della norma regionale per contrasto con i principi eurounitari o il rinvio alla Corte di Giustizia per l’esame della questione pregiudiziale di compatibilità della stessa con il diritto comunitario;

– quale sia la sua posizione con riguardo specifico al profilo di compatibilità della norma regionale con il principio dell’affidamento, tenuto conto della mancata previsione di una norma transitoria sul regime degli esercizi commerciali in essere.

2.Il comune di Verbania è invitato a chiarire l’effetto che avrà l’entrata in vigore della norma regolamentare sugli esercizi in essere.

3.Il Ministero dell’interno è invitato a chiarire la propria posizione con riguardo alla implicazione e all’impatto della normativa regionale sui profili di ordine pubblico che indirettamente vengano in rilievo nella fattispecie.

Il Ministero dell’economia e finanze è invitato a trasmettere, con la consentita urgenza, il presente provvedimento alla parte ricorrente presso il suo domicilio legale nonché agli Enti sopra indicati al fine di acquisire dagli stessi la sollecitata documentazione integrativa.

Gli atti resi dalle singole amministrazioni dovranno successivamente essere portati a conoscenza della parte ricorrente presso il suo domicilio legale, con assegnazione di un congruo termine per la produzione di eventuali repliche.

L’intera documentazione dovrà essere tempestivamente trasmessa al Consiglio di Stato.