Il Consiglio di Stato ha respinto – tramite ordinanza – il ricorso presentato contro Ministero dell’Interno, Ufficio Territoriale del Governo Bari, in cui si chiedeva la riforma dell’ ordinanza cautelare del Tribunale Amministrativo Regionale per la Puglia n. -OMISSIS-/2020.

Si legge: “Premesso che con il mezzo in epigrafe l’appellante chiede la riforma dell’ordinanza cautelare con la quale il T.A.R. per la Puglia, sede di Bari, ha respinto la domanda cautelare proposta avverso l’informativa antimafia n.-OMISSIS- del 2.1.2020 emessa dalla Prefettura della Provincia di Bari, nonché avverso le ordinanze n. -OMISSIS- del 13.01.2020, recanti la “cessazione immediata” dell’attività di sala giochi e VLT e la revoca ai sensi dell’art. 21 della S.C.I.A. per “Bar, ristoranti ed altri esercizi di somministrazione di alimenti e bevande; il giudice di prime cure ha invero ritenuto che il provvedimento prefettizio fosse immune dalle censure sollevate in considerazione della rilevanza degli elementi su cui riposa (i.e. precedenti penali e di polizia a carico del ricorrente -OMISSIS- indicati a pag. 1 del censurato provvedimento; frequentazioni, menzionate a pag. 2, del -OMISSIS- con soggetti gravati da precedenti penali; rapporti del -OMISSIS- con il sodalizio criminale -OMISSIS-; legami di parentela con vari esponenti del clan -OMISSIS-) da ritenersi significativi e coerenti con i principi affermati dalla giurisprudenza di settore;

Rilevato che: ad un primo sommario esame, proprio della presente fase, l’istanza cautelare non appare suscettiva di favorevole delibazione dal momento che, nelle more degli approfondimenti propri della fase di merito sulla rilevanza ai fini qui in rilievo degli accertati rapporti di parentela con soggetti contigui ad ambienti della criminalità organizzata, va accordata prevalenza, in una valutazione comparativa dei contrapposti interessi, all’esigenza di neutralizzare ogni possibile tentativo di interferenza nell’economia legale di influenze mafiose; le spese della presente fase possono essere compensate;

P.Q.M.

Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Terza) respinge l’istanza cautelare.

Spese compensate”.