Per l’imposta sugli intrattenimenti il soggetto passivo è il titolare del nulla-osta per l’esercizio dei suddetti apparecchi e congegni, ai sensi dell’art. 1, coma 2, lettera d, del decreto ministeriale 12 marzo 2004, n. 86, soggetto che corrisponde al gestore degli apparecchi e congegni tenuto al versamento della sostituita imposta sugli intrattenimenti ai sensi dell’art. 2 del d.P.R. n. 640 del 1972 e dell’art. 1, comma 2, del decreto dell’Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato emesso il 22 marzo 2004.

E’ quanto ribadisce una pronuncia della Corte di Cassazione in riferimento al ricorso presentato da un concessionario di rete per l’annullamento della sentenza della “Commissione tributaria regionale della Lombardia che accoglieva l’appello proposto dall’Agenzia delle dogane e dei monopoli che aveva accolto il ricorso propostoavverso l’avviso di accertamento notificato il 13 giugno 2009 con il quale l’Ufficio regionale della Lombardia dell’AAMS, a seguito di un sequestro disposto il 23 maggio 2006 dalla Guardia di  Finanza di due apparecchi da intrattenimento di cui all’art. 110, comma 6, lett. a) del TLPS non collegati alla rete AAMS, aveva richiesto, per l’anno 2006, nea confronti della contribuente, quale titolare di concessione per l’attivazione e la conduzione operativa della rete per la gestione telematica del gioco lecito, il pagamento, ai sensi dell’art. 39, comma 13, del d.l. n. 269 del 2003, del prelievo erariale unico (PREU) in aggiunta a quello calcolato in via forfetaria, oltre sanzioni”.

Per la Cassazione “alla luce de sopra richiamato testo dell’art. 39, comma 13, della legge r. 269 del 2003, nella versione applicabile ratione temporis, è chiara la natura tributaria del PREU, peraltro confermata dalla Corte costituzionale nella sentenza n. 334 dei 2006 secondo cui “con il combinato disposto dei commi 8, 9 e 13 dell’art. 39 del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269 (Disposizioni urgenti per favorire lo sviluppo e la correzione dell’andamento dei conti pubblici), e con la conseguente modifica dei commi 1 e 2 dell’art. 14-bis del d.P.R. 26 ottopre 1972, n. 640 (Imposta Sugli spettacoli), il legislatore ha imitato agli apparecchi e congegni per il gioco di cui al settimo comma (a.eillart. 110 del regio decreto 18 giugno 1931, n. 773 (Approvazione dei testo unico delle leggi di pubica sicurezza), l’applicazione dell’imposta sugli intrattenimenti originariamente relativa sia aggli apparecchi e congegni elencati dal sesto comma dello stesso articolo 110, sia a quelli elencati dal settimo comma. Nel contempo, a decorrere dall’anno 2004, ha assoggettato ad uno specifico prelievo erariale quegli apparecchi che hanno caratteristiche tecniche tali da consentirne la gestione telematica, nulla innovando, rispetto alla disciplina dell’imposta sugli intrattenimenti„ in ordine alla struttura del prelievo stesso. In particolare, il presupposto rimane, ai sensi del primo periodo del cornma 13 dell’art. 39 del decreto-legge n. 269 del 2003, l’utilizzazione di apparecchi e congegni per il gioco lecito negli esercizi autorizzati, come già previsto, per l’imposta sugli intrattenimenti, dall’art. 1 dei d.P,R. n. 640 del 1972 e dal punto 6 della tariffa allegata allo stesso d.P.R.; l’imponibile continua ad essere costituito, ai sensi del primo periodo del comma 13 dell’art. 39 del decreto-legge n. 269 del 2003, dai proventi del gioco, analogamente a quanto stabilito dall’art. 14-bis del d.P.R. n. 640 del 1972, per l’imposta sugli intrattenimenti; il soggetto passivo è il titolare del rulla-osta per l’esercizio dei suddetti apparecchi e congegni, ai sensi dell’art. 1, coma 2, lettera d, del decreto ministeriale 12 marzo 2004, n. 86, soggetto che corrisponde al gestore degli apparecchi e congegni tenuto al versamento della sostituita imposta sugli intrattenimenti ai sensi dell’art. 2 del d.P.R. n. 640 del 1972 e dell’art. 1, comma 2, del decreto dell’Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato emesso il 22 marzo 2004”.