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(Jamma) – L’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, a seguito di notizie di stampa spesso imprecise, diffuse nelle settimane scorse dai media nazionali e locali, relative alle spese dei comuni sul gioco, in particolare su quello degli apparecchi da intrattenimento, ha pubblicato ieri sul proprio sito istituzionale (www.agenziadoganemonopoli.gov.it/portale/monopoli) i dati relativi alla spesa delle famiglie nel gioco legale con riferimento al 2016 e al primo semestre 2017.
I dati pubblicati, disaggregati per Comune e per tipologia di gioco, riguardano tutti i giochi (apparecchi, bingo, giochi numerici a totalizzatore, giochi a base ippica, giochi a base sportiva, lotterie, lotto e scommesse virtuali da agenzia) ad esclusione di quelli online, per i quali ovviamente non si potevano fornire ripartizioni territoriali.

Oltre ai dati di spesa, le statistiche riportano il gettito erariale dei singoli comuni che complessivamente corrisponde al 54% della spesa.

Nel 2016 la spesa complessiva per il gioco fisico e telematico è stata di circa 19,4 miliardi di euro (cioè il 20% della Raccolta, che è stata pari a 96,1 miliardi).

Nel primo semestre 2017 la spesa complessiva per il gioco è risultata di circa 9,3 miliardi di euro (cioè il 20%della raccolta , pari a circa 48 mld).

È quindi la spesa (data dalla differenza tra raccolta – 96 mld – e vincite -77mld -) e non la raccolta rapportata alla popolazione, il dato che deve essere preso correttamente a riferimento per individuare la spesa effettiva dei singoli comuni rispetto alla popolazione adulta.

Da questi dati si evince che la spesa media della popolazione adulta dei singoli comuni è di circa 400 euro all’anno per persona, poco più di 1 euro al giorno.

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