A testa alta Angela, dipendente in una sala slot, racconta la sua storia.

“Sono Angela e voglio raccontarvi la mia storia. Io sono mamma di due ragazzi e lavoro in una sala slot! Sì, lavoro e porto a casa uno stipendio, mantengo i miei figli, pago un affitto e le tasse, pago l’assicurazione della macchina, faccio la spesa e anche io come ogni singolo cittadino che fa il suo onesto lavoro produco economia. Sapete tutti che le sale slot hanno già avuto perdite in base alle nuove leggi con orari di apertura molto ristretti, nonostante tutto i miei capi sono stati in grado di far fronte all’ultimatum dello Stato che imponeva rigidissime regole. Oggi ci ritroviamo senza lavoro e mi sento dire in un modo molto diretto che le sale slot non sono indispensabili. Già, è vero, è indispensabile invece aprire una cartoleria o una libreria? Giustamente ognuno guarda quello che più gli conviene. Ad oggi io non ho ancora percepito come tutti la mia cassa integrazione, come pago l’affitto, le bollette, il mangiare per i miei figli? In tutto questo ricordo che lo Stato ci guadagna tantissimo sulle sale slot, quindi chiedo ai grandissimi piani alti che gli atti d’amore non portano soldi nelle nostre case, ci state facendo morire, così facendo non create neanche il futuro per i nostri figli perché non posso dargli da mangiare, non li posso fare studiare e non gli posso dare la giusta dignità. Mettetevi una mano sulla coscienza e invece che parlare, parlare e parlare fate qualcosa. Ve la do io un’idea, dimezzate i vostri stipendi. Io che non conosco Capodanno, Natale, la domenica notte perché per far fronte alle vostre richieste assurde con riduzione degli orari sono costretta a lavorare come una mamma non dovrebbe fare. Qualsiasi lavoro io avessi deciso di fare nella vita sarebbe stato indispensabile perché è indispensabile farlo per vivere”.

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