A testa alta per fare una domanda semplicissima. Perchè la politica fa decidere sul gioco a persone senza nessuna competenza? Storia di Biagio, tecnico slot per una azienda calabrese.

“Sono Biagio, ho 33 anni e sono siciliano.

Lavoro come tecnico, addetto agli incassi, presso una grossa azienda calabrese che si occupa di noleggio Awp ed opera su tutto il territorio nazionale, dando a mangiare a più di 100 famiglie, me compreso.

Faccio, o meglio, ho scelto di fare questo mestiere più di 12 anni fa e da sempre questo settore è stato tra i più discriminati e tacciato come un settore più vicino alla criminalità organizzata. Un settore che ha subito nel corso di questi anni un aumento del Prelievo Erariale esagerato ( dal 13.5% nel 2004 al 23,85% attuale), che ha portando alla chiusura di numerose aziende concorrenti più piccole, non potendo affrontare oltre all’aumento del Preu e di conseguenza un agio molto più basso, anche l’acquisto di nuove schede.

Voglio rispondere a tutta la classe politica che sta sia al governo che all’opposizione dicendo che siamo stanchi di sentirci abbandonati, discriminati e voglio ricordare che insieme a tutto il comparto del “gioco legale” e non d’azzardo come lo definiscono loro, contribuiamo a incrementare le casse dello Stato e a far quadrare i conti pubblici.

Ricordo che le Awp, le slot a vincita limitata, essendo collegate alla rete telematica rendono tutto tracciabile e di conseguenza tassabile.

Allora perchèdefinirci criminali?

Il problema è che siamo sempre stati guidati da gente che questo settore non lo conosce bene, perché bisogna conoscerlo a fondo questo settore prima di prendere decisioni in merito.

Bisognerebbe creare un Ministero del “Gioco legale” fatto da gente con esperienza pluriennale nel settore, in grado di poterci ascoltare e non fare orecchie da mercante come hanno fatto in tutti questi anni.

L’industria del gioco legale è fatta di 10.600 imprese dove lavorano 45.600 impiegati, gente che come me fa questo lavoro con amore, dedizione e che grazie a queste imprese tartassate da uno Stato incompetente, riesce a portare avanti la propria famiglia”.

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