Il grido di un giovane imprenditore di Stalettì, Catanzaro, Andrea Cortese, diretto al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, che domenica sera ha dovuto chiudere la sua attività, un centro scommesse in base al nuovo DPCM Covid 19.

La protesta nasce dalla considerazione che la sua attività ricopre trecento metri quadri, e in queste settimane come in tutta Italia si scaglionavano gli ingressi con entrate di tre persone; mentre i Bar che all’interno hanno un corner con slot machine aperto, fanno raccolta di scommesse sportive.
Un’analisi lucida quella del giovane imprenditore che vivendo con quest’attività chiede un chiarimento tecnico sui modi di apertura e chiusure di tali centri scommesse.

Nel suo intervento il giovane imprenditore Andrea Cortese pone un interrogativo al Presidente Giuseppe Conte: se si deve chiudere il settore del gioco, tutti devono essere chiusi, non le sale scommesse messe a sicurezza e ampie.
“ Questa scelta ha rilevato Andrea Cortese- penalizza alcuni agevolando altri, ma nello stesso tempo non garantisce livelli di sicurezza e tutela, questo ci sta portando a un danno economico ma anche una profonda ingiustizia”.
Dichiarazioni forti di questo giovane imprenditore, che con sacrifici e impegno ha costruito questa sua scelta lavorativa; oggi con queste disposizioni rischia di chiudere definitivamente, per cui non una guerra tra esercenti ma semplicemente un appello di chiarezza, sottolinea Salvatore Condito .
L’appello del giovane imprenditore Andrea Cortese al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte si finisce con una richiesta di chiarimento attraverso un parere del Comitato tecnico scientifico che in maniera più dettagliata e precisa intervenga per dare una risposta chiara a questo settore del gioco che in Italia garantisce numerosi posti di lavoro.