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(Jamma) – La situazione politica generale del Paese e le prossime elezioni politiche previste a scadenza naturale nel 2018, rendono di fatto molto poco probabile l’adozione, da parte dell’attuale Governo, dei decreti leggi attuativi previsti dall’art 15 del Collegato agricolo e quindi la cosiddetta privatizzazione dell’ippica.

“Se ne riparlerà pertanto con il nuovo Governo e con il nuovo Ministro delle Politiche Agricole l’anno prossimo. Nel frattempo Cosa possiamo fare?”, si chiede il presidente del Coordinamento ippodromi, Attilio D’Alesio.

Secondo il presidente è d’obbligo “Cercare di sopravvivere nonostante le grandissime difficoltà e lo stato di crisi profonda in cui siamo precipitati e prepararci, tutti insieme, per presentare al nuovo Parlamento ed al nuovo Governo una proposta di Riforma dell’ippica fondata su alcuni punti essenziali:

1- l’ippica è uno sport;

2- l’ippica non è un gioco;

3- gli ippodromi sono dei teatri;

4- gli allevatori sono agricoltori;

5- i proprietari sono degli appassionati che amano i cavalli;

6- i professionisti sono dei professionisti;

7- alla filiera va affidata la Governance del Settore come nel Coni;

8- si Costituisca un nuovo Soggetto tipo ex Unire e Coni che rappresenti tutta la filiera e che gestisca l’ippica sotto il controllo del Governo;

9- si finanzi il settore con una piccolissima percentuale sul movimento di tutti i giochi”.

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