L’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha avviato un procedimento nei confronti di Meta Platforms Ireland Limited, la società a cui fa capo Facebook, per presunta violazione del divieto di pubblicità al gioco d’azzardo.

Secondo quanto Jamma è in grado di riferire, l’Authority ha deciso di concedere una proroga per esaminare la pratica prima di decidere se e come il social network avrebbe violato la norma contenuta nel Decreto Dignità, entrata in vigore nel luglio del 2018.

Al fine di garantire un più efficace contrasto del disturbo da gioco d’azzardo, l’articolo 9 del decreto ha vietato “qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro nonché al gioco d’azzardo, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e i canali informatici, digitali e telematici, compresi i social media”. 

Tale divieto è posto a “carico del committente, del proprietario del mezzo o del sito di diffusione o di destinazione e dell’organizzatore della manifestazione, evento o attività” .

In questo caso sono stati chiamata in causa Meta Platforms Ireland Limited e Facebook Italy S.r.l.

La ratio del divieto è da individuarsi nel contrasto alla ludopatia e nel rafforzamento della tutela del consumatore/giocatore, con particolare riferimento alle categorie vulnerabili (giocatori patologici, minori, anziani). 

L’Autorità competente alla contestazione e alla eventuale irrogazione sanzioni è per l’appunto l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni.

Nel corso del 2021 l’AGCOM ha effettuato accertamenti specifici per violazioni del divieto di pubblicità del gioco a pagamento che si sono tradotti in 14 atti di contestazione per un totale delle sanzioni contestate di oltre 133 mila euro.

Nell’estate scorsa la stessa Autorità ha sanzionato Google Ireland Limited (per 750.000 euro) per la violazione del divieto di pubblicità del gioco d’azzardo attraverso la pubblicazione di video su Youtube, come primo provvedimento adottato nei confronti di un fornitore di servizi per la condivisione di video per aver consentito la diffusione di pubblicità vietata, afferente a giochi con vincite in denaro.

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