azzardo
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Regolamentare in modo preciso e stringente il gioco d’azzardo e la presenza in città delle sale slot. E’ questa la proposta che l’opposizione in consiglio comunale (Pd in testa, cui si sono aggiunti la lista Torriani e Fratelli d’Italia), fa all’Amministrazione comunale. Una proposta concreta e circostanziata, che verrà presto ufficializzata portandola a Palazzo Gounela, e che è stata illustrata nella sede Dem di Voghera.

“Pur riconoscendo la validità delle varie iniziative che il Comune, tramite due suoi assessorati, sta facendo a contrasto del gioco d’azzardo – ha detto Alessandra Bazardi, segretario cittadino del Pd – , a nostro avviso alla città di Voghera manca ancora qualcosa: uno strumento che regoli in modo preciso l’apertura della sale slot. Per tale motivo – ha aggiunto l’esponente Pd –, ispirandoci a quanto già fatto dalla città di Pavia a da altre realtà della Provincia, abbiamo deciso di sottoporre al Comune una bozza di regolamento della materia, nella speranza che questa volta la proposta venga accolta.”

Nella sede Pd di via Depretis – si legge su vogheranews.it – erano presenti anche il capogruppo Roberto Gallotti, il consigliere PierEzio Ghezzi e la consigliera Ilaria Balduzzi.

“Presenteremo questo Regolamento in forma di Ordine del Giorno, che andrà quindi in discussione a settembre – ha proseguito in chiave tecnica Gallotti – ma per accelerare i tempi, se la maggioranza sarà d’accordo, siamo pronti a predisporre già ora la bozza di Delibera”.

“Voghera presenta 2 anomalie in tema di azzardo – ha invece ammonito Ghezzi -. La città è la capitale italiana del gioco, con 80 milioni l’anno spesi alle macchinette. La seconda è che, pur in presenza di volumi di gioco così giganteschi, la città non si è mai dotata di un regolamento. Per tali motivi, noi, insieme a Torriani e Fratelli d’Italia, abbiamo esaminato i regolamenti contro il gioco d’azzardo delle realtà più importanti della Provincia, a partire dal Capoluogo… cui principalmente ci siamo ispirati, e ne abbiamo predisposto uno per Voghera”.

Il risultato è un insieme di regole piuttosto severe, come ha sottolineato poco dopo Ilaria Balduzzi (“Per Voghera – ha detto -, ritenendole del tutto idonee, abbiamo recepito le misure più restrittive presenti nei regolamenti dei comuni che abbiamo consultato: da quello di Pavia, a quello di San Martino Siccomario a quello di Stradella”).

Nelle regole scelte dal Partito Democratico, si trovano dunque diverse tipologie di restrizioni.

“Abbiamo inserito la limitazione del numero delle sale che possono essere aperte in città: una ogni 5mila abitati (in pratica: massimo 8, il numero attuale delle sale slot presenti a Voghera ndr). Ed anche la limitazione della distanza dei 500 metri che deve sussistere fra una sala slot e i luoghi sensibili: scuole, chiese, caserme, campi nomadi…”, ha spiegato Ghezzi.

Balduzzi a seguire ne ha sottolineati altri: “Ad esempio quelli sulle insegne e sui nomi che non possono essere usati per pubblicizzare le sale… casinò per esempio. Quelli sugli orari: dalle 10 alle 13 e dalle 18 alle 23. E quelli sul numero di macchinette massime in un locale: una per ogni 5mq di superficie (poi ci sono anche sanzioni fino a 15mila euro per chi trasgredisce ndr).”

“La Regione e la Prefettura non impediscono ai Comuni di regolamentare questa materia. Ora attendiamo la decisione dell’Amministrazione, che non può più restare in silenzio di fronte ad un buco così grosso nella regolamentazione comunale in tema di azzardo”, ha concluso il Pd.

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