azzardo
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(Jamma) – «Nonostante significative aperture, sebbene avesse inizialmente chiesto e ottenuto la procedura a votazione per singoli punti, il consigliere Dinelli ha poi preferito la votazione unica, così compromettendo, con studiato calcolo, l’approvazione dell’intera mozione. Può così raccontare alla stampa e a chi non c’era che il consiglio comunale tarquiniese ha respinto la mozione sulla lotta alla ludopatia, e magari a breve imputargli anche la responsabilità del fenomeno, quando con la votazione separata avrebbe portato a casa 3 punti su 6 e l’approvazione sostanziale della proposta».

Così il consigliere comunale della lista civica “Mazzola Sindaco”, Carola Regolo, spiega la bocciatura della mozione presentata dal Movimento 5 Stelle sul fenomeno della ludopatia nel consiglio comunale del 15 novembre. «La mozione discussa si è posta nel solco tracciato dalla legge regionale 5/2103, giunta Zingaretti, di cui in buona sostanza ha riprodotto contenuti e misure di contrasto. – prosegue il consigliere Regolo – La maggioranza, attraverso il mio intervento, ha pienamente condiviso la sensibilità al problema, pur convinta dell’ipocrisia di uno Stato che con la destra consente la diffusione del gioco d’azzardo, prendendovi parte attiva e lucrandoci su, mentre con la sinistra demanda agli enti periferici di combatterla a valle, con strumenti strutturalmente inadeguati. Ha quindi condiviso i punti della mozione che meritavano accoglimento, e così tutte le iniziative di prevenzione attraverso informativa e formazione (descritte ai punti 1 e 2 e già previste dal piano integrato socio-sanitario della legge regionale); inoltre l’impegno alla redazione di un apposito regolamento sul tema. Ha invece respinto (punti 3 e 5) i passaggi tecnicamente irricevibili, oltre che perfettamente superflui, consistenti nell’azione di stimolo alla verifica e repressione degli illeciti da parte di polizia locale e organi comunali – già istituzionalmente tenuti ai controlli -, e la proposta (punto 4) di introdurre sgravi fiscali quale incentivo alla disinstallazione delle slot machines: misura che, per quanto ipotizzata dalla legge regionale, è apparsa al dunque speciosa e impraticabile, considerati gli alti introiti che gli esercenti normalmente ricavano dal gioco d’azzardo, impossibili di fatto da compensare con benefici tributari, per quanto generosi. La previsione di uno sgravio sarebbe rimasta pertanto lettera morta.

Vale comunque la pena sottolineare che la legge regionale in vigore e gli impegni già assunti e programmati dal Comune per contrastare il fenomeno, attraverso campagne d’informazione specie nelle scuole e il supporto finanziario alle strutture di recupero terapeutico, assicurano tutta la tutela possibile a livello locale contro la patologia».

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