Spagna. Il Consiglio dei Ministri ha approvato oggi il regio decreto sulle comunicazioni commerciali per le attività di gioco. Lo ha appena affermato la portavoce del ministro delle Finanze e del governo, María Jesús Montero, alludendo al fatto che il ministro dei Consumi e promotore di questa norma, Alberto Garzón, ne spiegherà il contenuto quando prenderà la parola alla conferenza stampa . L’unica procedura che resta per l’entrata in vigore del Decreto è la sua pubblicazione nel Bollettino Ufficiale.

Nei giorni scorsi il ministro dei consumi ha inviato una lettera ai presidenti delle 25 società calcistiche che hanno firmato accorsi di sponsorizzazione con imprese di gioco e scommesse per avvertirli che dovranno essere chiusi a fine stagione.

Con queste norme Garzón intende, come ha detto nella sua ultima apparizione parlamentare al riguardo, passare dalla “legge della giungla” a una regolamentazione “estremamente rigida”, simile al decreto approvato durante lo stato di allarme .

Una normativa che mira a tutelare, principalmente, i minori dalle “conseguenze negative” del gioco d’azzardo che provoca patologie simili ad altri tipi di dipendenze come la droga.

Il Governo ritiene necessaria una regolamentazione “globale” per tutte le aree e per questo lancerà il Gambling Policy Council per offrire una risposta coordinata tra amministrazione centrale e regionale, poiché le normative vigenti sono eterogenee e capisce che non risolve il Problema che genera, in un determinato segmento di popolazione, il gioco d’azzardo face to face.

Durante le prime settimane di lockdown, gli utenti del gioco d’azzardo e delle scommesse “online” sono aumentati in modo esponenziale, ma la cifra è scesa di oltre il 32% dopo le misure approvate dall’Esecutivo il 1 aprile scorso.

Si trattava di una serie di provvedimenti in relazione alla pubblicità e alla promozione dei giochi d’azzardo a livello statale, che comportava il divieto durante lo stato di allarme della pubblicità del gioco su qualsiasi mezzo pubblicitario.

Il Ministero sta studiando anche in tema di videogiochi un pacchetto di misure sulla regolamentazione delle “loot box”, a cui hanno accesso i minori e che possono generare, a suo parere, comportamenti compulsivi senza che i genitori se ne accorgano.

Il Ministero intende stabilire tetti di spesa, porre limiti alle “transazioni compulsive e impulsive”, che ritiene che alcuni videogiochi possano generare, ed è allo studio, tra le altre questioni, anche il divieto a personaggi famosi di pubblicizzare le “loot box” più costose.