“Dopo i limiti orari, con la chiusura delle attività prevista alle ore 21,00 ai sensi del decreto 18 ottobre u.s., con il DPCM del 24 ottobre u.s. arriva un nuovo stop al gioco. Il decreto sospende l’attività di “sale giochi, sale scommesse, sale bingo e casinò“. Le disposizioni del decreto entrano in vigore lunedì 26 ottobre, in sostituzione di quelle del DPCM del 13 ottobre, come modificato e integrato dal DPCM del 18 ottobre, e sono efficaci fino al 24 novembre 2020.

Gli esercenti hanno sperato fino all’ultimo che questo decreto evitasse la chiusura generalizzata e totale delle proprie attività, confidando sull’applicazione puntuale dei protocolli sanitari adottati e anche guardando ai dati, che registrano l’assenza di focolai nelle sale dove si svolge il Gioco Pubblico”. Così in una nota gli avvocati Fabio Maggesi (nella foto) e Livia Rigillo (MepLaw).

“La disposizione in parola, a parere di chi scrive, è irrazionale e non trova fondamento nei dati epidemiologici. La chiusura totale del settore, a poca distanza dal precedente lockdown che ha visto il comparto particolarmente vessato, essendo stato tra gli ultimi a riaprire a luglio, causerà danni irreparabili all’intera filiera dei giochi pubblici, che contribuisce alla metà del gettito erariale annuo.

Non è dato comprendere perché non sia stato possibile applicare al comparto del gioco pubblico le stesse limitazioni orarie previste, ad esempio, per bar e ristoranti. La disparità di trattamento è sotto l’occhio di tutti e accomuna anche il settore dello spettacolo, che vede sospendere gli spettacoli teatrali e cinematografici.

Questo decreto è l’ennesimo assist al gioco illegale e una doccia fredda per tutti gli operatori del gioco legale, screditati quotidianamente dall’opinione pubblica, che saranno costretti, nella migliore delle ipotesi, a tenere abbassate le saracinesche per un mese con rischio concreto di chiusura delle proprie attività.

Non ci resta che confidare nel decreto “Ristoro”. Pare che il Governo stia lavorando al rifinanziamento “generale complessivo” della cassa integrazione con altre 18 settimane. Si starebbe lavorando su interventi per 5 miliardi subito, tra tutela dei lavoratori e sostegno alle attività bloccate o ridimensionate con l’ultimo DPCM: dovrebbero confluire in un testo che già oggi è al vaglio del Consiglio dei Ministri. Le altre misure per le attività nella rete del DPCM riguardano le imposte e gli immobili. Si prevede infatti l’esenzione a ottobre e novembre del credito d’imposta per gli affitti commerciali con l’opzione di cessione al proprietario per ottenere uno sconto sul canone. Questi sostegni economici dovrebbero essere, ma il condizionale è d’obbligo, disponibili a tutte le attività produttive, incluse le attività da gioco” concludono i due legali.