Non è la solita protesta contro i discutibili comportamenti delle banche nei confronti dei privati cittadini, ma una azione che punta a far luce su un abuso non più tollerabile.

Questa volta Paolo Lozzi, imprenditore del settore delle scommesse abruzzese, è determinato nella sua battaglia contro la facoltà di cui si avvalgono diversi istituti bancari nel recedere, uniteralmente, il contratto con imprese del gioco legale per il semplice fatto che la loro attività è equiparata, in modo generico, al gioco d’azzardo.

“Sono particolarmente compiaciuto del fatto che il senatore Massimo Mallegni abbia presentato una interrogazione parlamentare chiedendo al ministro Gualtieri se sia a conoscenza della situazione” ammette Paolo Lozzi, titolare di punti scommesse Eurobet e presidente della associazione A.D.A.S.I. “E’ assurdo che attività che operano sul territorio nella raccolta di gioco autorizzato dallo Stato, in collaborazione con i concessionari autorizzati dal Ministero del’Economia, attraverso l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, siano messi in condizione di non poter più operare così come qualsiasi altra attività commerciale, legale, perchè alcune banche hanno deciso, in modo incomprensibile, che non possono ‘meritare’ i loro servizi. “Troppe volte abbiamo sentito dire che è una loro scelta, che rientra nella loro strategia commerciale e che, quindi, possono decidere come e con chi avere rapporti, lamenta Lozzi, ma a mio avviso è inaccettabile”.

“Fino ad oggi si è molto parlato ma si è fatto poco. Nei giorni scorsi ha reso pubblico il fatto di aver avviato azione legale contro un istituto bancario. Il senato Massimo Mallegni ne è venuto a conoscenza e ha deciso di chiedere conto al Ministero. Sarebbe utile che altri, nella mia stessa situazione, aderissero alla mia iniziativa. Assumerebbe un valore diverso. A maggior ragione se anche dai dai concessionari arrivasse un segnale, la dimostrazione che condividono le nostre preoccupazioni. In un momento come questo continuare a fare imprese è un grosso atto di coraggio. Chi come noi continua a fornire un servizio, nel rispetto delle regole che il momento impone, dovrebbe essere premiato e non penalizzato. Abbiamo dovuto sollecitare la riapertura dei punti di scommesse dopo tre mesi di lockdown. Con difficoltà stiamo cercando di recuperare quello che abbiamo perso in questi mesi, senza aiuti da nessuno o agevolazioni. Quello che sta accadendo non deve passare inosservato, nell’indifferenza della politica e del mondo imprenditoriale tutto. Oggi siamo noi, del gioco legale, ad essere discriminati, domani chissà a chi altro potrebbe accadere”, avverte Lozzi.