Fabio Schiavolin (nella foto), amministratore delegato di Snaitech, ha rilasciato un’intervista al settimanale “Panorama” in cui parla della difficile situazione del settore a seguito delle misure di contrasto e prevenzione della diffusione COVID-19.

«Siamo esterrefatti. La parola giusta è “dimenticati”. Riaprono cinema, palestre e piscine ma i punti vendita del gioco legale restano chiusi. Siamo fermi da oltre 300 giorni e – avverte Schiavolin – la rete è in ginocchio».

«Prolungando la chiusura, – sottolinea inoltre Schiavolin – dilagano le attività illegali della malavita. Non solo. Non sottovaluterei che lo Stato ha già perso cinque miliardi di euro come gettito erariale. Motivi più che validi per farci riaprire ce ne sono», prosegue, commentando che «il comparto è stato tradito».

«Le aziende – ricorda Schiavolin – hanno investito nei dispositivi di sicurezza» e rimandare ancora le riaperture «è una penalizzazione che non comprendo. Non ha motivazioni valide».

Schiavolini ricorda che ci sono oltre 60 mila dipendenti senza lavoro con i 12 mila locali rimasti chiusi. Alcuni non riusciranno a superare questa crisi, con le aziende che non riusciranno ad riaprire, perderemo parte del presidio del territorio.

«Sicuramente c’è un pregiudizio ideologico, e anche tanta ipocrisia. Chiudendo le sale giochi non si estingue la domanda, quando gli esercizi legali sono chiusi – prosegue Schiavolin – i clienti si rivolgono altrove, spesso alla malavita».