Elezioni a Campione d’Italia, confronto sul casinò tra Roberto Canesi, candidato sindaco per la lista ‘Campione rinasce’ e Simone Verda, per ‘Campione 2.0’.

La riapertura è considerata vitale dalla comunità campionese, ma la situazione è complicata dalle normative italiane. Due essenzialmente gli scenari, ovvero il ‘salvataggio’ in extremis dell’attuale società in via di fallimento, oppure il puntare tutto su una nuova società di gestione.

L’intervista è stata realizzata da laregione.ch. La riportiamo di seguito:

Roberto Canesi propende decisamente per il risanamento dell’attuale società, con una robusta iniezione di capitali privati. “La procedura di fallimento prenderebbe ancora due o tre anni. I ricorsi pendenti presso la Corte di Cassazione da quanto sappiamo, non sono ancora in agenda e non verranno giudicati prima del 2022/2023. Se è giusto, per un’azienda che ha potenziale, mantenere almeno un centinaio di lavoratori con altissima professionalità nel campo del gioco, difficilmente riconvertibili in un altro settore, non credo che sia meglio mantenere in essere una vicenda giudiziaria che durerà ancora anni e non porterà praticamente nulla ai creditori”. Meglio ‘resuscitare’ l’attuale azienda, secondo Canesi ma come? L’ostacolo è dato dalla legge italiana, che vieterebbe l’ingresso di privati una una società al 100% pubblica come la Casinò di Campione. “Si potrebbero ricevere i soldi da investitori privati attraverso strumenti finanziari partecipativi, che esistono, e questo non costringerebbe a una modifica legislativa, cui si arriverebbe molto difficilmente”. Passaggio comunque evitabile secondo Canesi. “Ho due pareri legali, dicono che questo percorso si può seguire”.

Così ha risposto invece Simone Verda. “Ovviamente siamo favorevoli ad una riapertura del Casinò in tempi molto brevi. Tuttavia il Viminale, il Ministero degli interni italiani, negli scorsi giorni ha dato degli spunti molto chiari, dicendo che bisognerebbe aspettare il responso della Cassazione sul procedimento di fallimento, rispetto alla sentenza del Tribunale di Milano. Le parti hanno ricorso in Cassazione, e si dice che non vi sarà una sentenza prima del 2022. Quindi i tempi sono lunghi. Nella soluzione prospettata dal dottor Canesi, il mio avversario, riattivare la società fallenda è molto difficile perché la normativa attualmente non ci permette di by-passare questa situazione, a meno di cambiare la legge. Senza contare che bisogna mettere d’accordo creditori e debitori, tra cui la Banca popolare di Sondrio. Ma oggi perché un privato che possa entrare nel capitale di una società pubblica occorre cambiare la legge Madia attraverso un percorso Parlamentare. Ovviamente io mi attendo, per i cittadini, i lavoratori e l’economia di Campione d’Italia, che a un certo punto la politica faccia la sua parte e fondamentalmente aiuti il Comune a riaprire il casinò. La politica negli ultimi mesi ha preso concretamente in mano il dossier di Campione, quindi sono fiducioso, anche se esistono delle problematiche tecniche”.