«Era abbastanza prevedibile una tale discriminazione da parte di un Governo che sul settore del gioco pubblico ha sempre avuto un atteggiamento proibizionista». Questo il commento all’Ansa di Massimiliano Pucci (nella foto), presidente di AsTro (associazione dei gestori del gioco lecito), in merito alla esclusione, come uniche attività del settore dell’intrattenimento, delle sale giochi e scommesse dai rimborsi del 60% delle spese sostenute per l’adeguamento degli ambienti di lavoro, per la sanificazione dei locali e l’acquisto dei dispositivi di protezione anti-Covid, misure introdotte dal Decreto Rilancio.

«Una decisione che non ci sorprende, visto che le aziende di settore sono sempre state escluse da ogni agevolazione e lasciate allo sbando senza alcun tipo di tutela – continua -. Il Governo non sta facendo altro che indebolire il gioco legale, spianando la strada alla concorrenza non autorizzata sul territorio. Si sta ancora una volta violando un principio basilare, ribadito più volte anche dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella che ha chiesto, in questa fase di emergenza, di garantire misure a sostegno di tutte le attività senza discriminazione alcuna, e senza lasciare indietro nessuno, richiesta a quanto pare non recepita da questo Governo».

Ricevitorie, sale giochi e scommesse sono le uniche attività del settore dell’intrattenimento che risultano escluse dai rimborsi del 60% delle spese sostenute per l’adeguamento degli ambienti di lavoro, per la sanificazione dei locali e l’acquisto dei dispositivi di protezione anti-Covid. Nell’elenco delle attività che potranno usufruirne compaiono, invece, cinema, discoteche, stabilimenti balneari e termali e i parchi di divertimento.