emilia romagna
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(Jamma) – “Giusto porre sotto i riflettori la piaga del gioco d’azzardo, ma non sottovalutiamo le politiche di contrasto, sanitarie e per la legalità messe in campo dalla Regione Emilia-Romagna”.

Lo precisa l’assessorato regionale alla Legalità, rispondendo alle critiche avanzate dalla Spi-Cgil di Modena, che ha accusato di inefficacia la Legge regionale in materia di contrasto al gioco d’azzardo. “Bene fa il sindacato ad accendere i riflettori su questa piaga della nostra società- ha affermato l’assessore regionale alle Politiche per la legalità-. Però la delicatezza del tema richiede un approccio serio e documentato, senza superficialità, errore in cui inciampa lo Spi-Cgil di Modena nel momento in cui ferma le lancette della sua analisi al 2015, criticando così una legge regionale che per sua natura interviene solo in campo sociosanitario in tema di ludopatie, e che nel frattempo è stata integrata e rafforzata da misure di prevenzione e di contrasto legislative ed amministrative”.

“La Giunta della Regione Emilia-Romagna– ha aggiunto l’assessorato- ha approvato misure riprese e ulteriormente rafforzate dal Testo unico per la promozione della legalità, che ha visto la luce alla fine del 2016. Così è diventato operativo il divieto di apertura e di esercizio delle sale gioco e delle sale scommesse, ma anche la nuova installazione di apparecchi per il gioco d’azzardo lecito entro una distanza di 500 metri da scuole, luoghi di aggregazione giovanili e di culto”. Un divieto che si applica sia alla nuova apertura che alle sale già in esercizio, oltre che alla nuova installazione di apparecchi per il gioco d’azzardo lecito presso esercizi commerciali, di somministrazione di alimenti e bevande, nelle aree aperte al pubblico, nei circoli privati ed associazioni. In base a questo provvedimento i Comuni devono provvedere a individuare i luoghi sensibili sul proprio territorio, oltre alle sale giochi, sale scommesse e tutti gli esercizi autorizzati che ospitano apparecchi per il gioco d’azzardo lecito situati a meno di 500 metri. Modena è stato uno dei primi Comuni ad adempiere alle nuove norme.

“Infine- conclude la precisazione dell’assessorato- solo un mese fa c’è stata l’approvazione della Giunta regionale al Piano d’azione regionale contro la ludopatia, dopo il via libera ottenuto dall’Osservatorio nazionale per il contrasto della diffusione del gioco d’azzardo. L’Emilia-Romagna è tra le quattro regioni italiane, insieme a Friuli Venezia Giulia, Basilicata e Umbria, il cui Piano regionale contro il gioco d’azzardo è stato licenziato integralmente dall’Osservatorio, ottenendo così l’autorizzazione da parte del ministero della Salute all’utilizzo della quota del Fondo per il gioco d’azzardo patologico già attribuito alla Regione, pari a 3 milioni e 712 mila euro per il periodo 2017-2018. Le risorse serviranno in gran parte (3,6 milioni) a realizzare interventi di carattere territoriale e per questo verranno trasferite alle Aziende Usl dell’Emilia-Romagna, titolari di competenze in tema di prevenzione e cura del gioco d’azzardo”.

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