A Novara chiude un locale storico, il bar dei Fedelissimi del Novara Calcio. Tra le ragioni che hanno convinto i titolari ad abbassare le serrande definitivamente anche l’impossibilità di garantire parte dei proventi attraverso le slot. Spiega il titolare, Gian Luca Rambaldini: «Avevo introdotto le macchinette per il gioco ma dal primo maggio non mi sarebbe più stato possibile tenerle accese perché, secondo la normativa, il locale è a meno di cinquecento metri di distanza da banche e scuole, e quindi è vietato avere le slot. Se si pensa che in questi anni i costi di gestione e le tasse sono aumentate moltissimo mentre gli incassi sono fortemente diminuiti, si capisce perché uno è obbligato a chiudere».

I Rambaldini, col padre Dante, avevano rilevato il Benevolo nel 2000. «E’ un peccato che chiuda uno dei locali storici della città: qui sono passati tutti i grandi giocatori del Novara, i tifosi della squadra azzurra e della Sparta, e anche l’attrice Mita Medici, quando è stata a girare il film ambientato all’Alcarotti, è venuta a bere il caffè. E poi è stata ospitata una delle squadre cittadine più prestigiose di biliardo, qui hanno giocato molti campioni della stecca».

Come al bar di novara toccherà a molti altri esercizi pubblici e sopratutto alle imprese di gestione che si troveranno a ritirare centinaia di apparecchi. Il tutto nell’indifferenza degli attuali amministratori più preoccupati a fare campagna elettorale. E proprio alla campagna elettorale sta pensando anche un ormai ex consigliere regionale (di maggioranza) che ha deciso di non ricandidarsi. Alle proteste degli operatori per una misura che assesterà il colpo finale alle imprese piemontesi del gioco legale Luca Cassiani, che tanto si è speso (ahimè invano) per la tutela delle aziende e delle centinaia di posti di lavoro, osservare che questo ennesimo intervento contro il comparto “farà perdere una valanga di voti” ai candidati della sinistra. Candidati che nelle scorse settimane, quando ancora amministravano la Regione, attraverso l’assessore regione al Lavoro, avevano negato nella maniera più assoluta dati o informazioni su una crisi, anche solo ipotetica, del comparto conseguente alla entrata in vigore della regolamentazione in materia di punti di gioco. In Piemonte, dal 20 novembre 2017, tutti gli esercizi pubblici non in regola con il distanziometro, ovvero al distanza minima dai luoghi sensibili, sono costretti a disinstallare apparecchi da intrattenimento a vincita. E che, sempre a termini di legge, i titolari di sale da gioco e sale scommesse saranno costretti a fare lo stesso nel maggio del 2019. In base ad una norma introdotta nel novembre 2018 anche le imprese trasferite in “zona lecita”, sono tenute a chiudere i battenti o traslocare di nuovo, nel caso nuovi luoghi sensibili trasformino la zona da permessa a ‘interdetta’.