“I nuovi dati dei Monopoli di Stato sui volumi del gioco d’azzardo in Italia confermano la bontà della nostra legge regionale piemontese di contrasto al gioco d’azzardo patologico, approvata nel 2016, entrata in vigore due anni più tardi, eppure oggi ancora sotto attacco dalla destra in Regione” è il pensiero espresso da Marco Grimaldi (nella foto), capogruppo di Liberi Uguali Verdi in Piemonte, alla ripresa del dibattito sul tema in Commissione, nella seduta che ha visto il ritiro da parte della maggioranza della prima delle due leggi presentate dal Consigliere Leone (Lega).

“‘Lega Slot’ e ‘Fratelli di Gioco’ vogliono tornare al ‘Casinò Piemonte’ delle macchinette ad ogni angolo della strada ma, prima di cancellare la nostra legge, dovrebbero confrontarsi con gli operatori dei Serd, così scoprirebbero gli effetti positivi che ha avuto sul contrasto del gioco d’azzardo patologico – commenta Grimaldi – e, da questo punto di vista, la verità è incontrovertibile: in Piemonte ci sono meno macchinette per il gioco legale che in tutto il resto d’Italia. Grazie al ‘distanziometro’ nella nostra Regione c’è un locale con slot ogni 3033 abitanti mentre la media nazionale registra un 1 locale ogni 980 residenti, ovvero una proporzione 3 volte più grande, e tra il 2015 e il 2019 le slot sono diminuite sensibilmente: da 30.000 a 12.274. Con l’entrata in vigore della seconda parte della Legge nel maggio 2019 – prosegue Grimaldi – la riduzione delle occasioni di gioco è stata molto simile anche per quanto riguarda le VLT, che hanno registrato un crollo significativo tra il primo e il secondo semestre”.

“Diminuire le occasioni del gioco – spiega Grimaldi – è il presupposto fondamentale per combattere la ludopatia, perché la prossimità dell’offerta rappresenta il più importante fattore di rischio per l’insorgenza di problemi legati al gioco patologico”.

“Meno slot, meno povertà e meno ammalati, la legge piemontese di contrasto alla ludopatia funziona – conclude Grimaldi – nella nostra Regione si gioca meno che nel resto d’Italia (-22%), e questo sia nei luoghi fisici sia nell’online. I piemontesi che giocano d’azzardo sono ancora troppi (il 32,7%) ma in numero nettamente inferiore al resto d’Italia (41,9%). Purtroppo con il “riparti Slot” si saldano le promesse elettorali giocando d’azzardo sulla pelle dei più deboli”.