È polemica in Consiglio Regionale del Piemonte, dove la minoranza accusa la giunta Cirio di aver inserito all’ultimo degli emendamenti al Disegno di legge 83, senza averlo comunicato in anticipo ai capigruppo. Particolarmente contestata dalle opposizioni la modifica alla legge regionale per contrastare il gioco d’azzardo, firmata da Lega e Forza Italia e non da Fratelli d’Italia. Il partito della Meloni ha preferito non sottoscriverla e probabilmente non la voterà in aula.

Advertisement

“Con un colpo di spugna nella legge Omnibus Cirio e la Lega vogliono cancellare la legge regionale sull’azzardo. L’emendamento presentato in queste ore dall’assessore Tronzano cancella, di fatto, i provvedimenti più importanti contenuti nella legge 9/2016. Una norma presa a modello da altre regioni. Non lo dice il Movimento 5 Stelle piemontese, che ha contribuito a scrivere il testo nella scorsa legislatura, ma lo raccontano i numeri delle analisi condotte da IRES Piemonte (Istituto di ricerca della Regione Piemonte) che fotografano un calo del giro d’affari di circa 500 milioni nel 2018. Cirio e Lega vogliono portare indietro le lancette dell’orologio. Non lo permetteremo, stiamo presentando una lunga serie di emendamenti per scongiurare questo pericoloso blitz” affermano in una nota Giorgio Bertola e Ivano Martinetti, consiglieri regionali M5S Piemonte.

Bertola aggiunge: “Vogliono stravolgere la legge regionale sul contrasto al gioco d’azzardo patologico. Siamo sconvolti e inorriditi dal modo di operare di questa maggioranza. Arroganza, totale chiusura al dialogo, aggiramento delle regole, ignoranza delle reali esigenze e delle difficoltà dei cittadini: i propri interessi prima della salute! Lega e Cirio annullano le protezioni previste dalla legge per gli esercizi precedenti all’entrata in vigore della legge, tra cui il fondamentale distanziamento dai luoghi sensibili dei punti di gioco. Noi pensiamo sia necessario invece puntare sulla prevenzione, investendo risorse nelle strutture come i ser.D, che contrastano le dipendenze patologiche, per questo ho presentato alcuni emendamenti”.

“La maggioranza ha depositato nella tarda serata di ieri gli emendamenti,– spiega il capogruppo regionale del Pd, Raffaele Gallo – qualche minuto prima della capigruppo, senza avvisarci: ce li siamo trovati stamattina”. A fargli eco il collega Daniele Valle, che accusa il centrodestra di “bloccare la discussione il contingentamento e approfitta dell’omnibus per infilare misure inaccettabili”.

“Sono riusciti – ha aggiunto l’esponente dem – in un solo colpo: a proporre di abrogare le distanze da rispettare per mettere le slot machine negli esercizi commerciali di fatto svuotando la legge per il contrasto al gioco d’azzardo patologico, a riaprire la caccia di domenica a settembre e a riammettere la caccia di specie alpine rare, infine ad aprire alla privatizzazione del CSI”.

Polemico anche il capogruppo di Luv, Marco Grimaldi: “La Lega e Cirio hanno depositato un emendamento che liberalizza il gioco d’azzardo e che cancella la migliore legge italiana contro la ludopatia. Più slot e malati di gioco d’azzardo ad ogni angolo. Eravamo riusciti a contrastare la piaga della ludopatia e i dati sono dalla nostra parte: ogni anno si giocano 770 milioni in meno e le perdite sono diminuite del 20% (contro il -3% italiano). Ma tutto questo alla Lega, evidentemente, non piace”.

Sean Sacco (M5S): “L’emendamento presentato ieri sera sul gioco d’azzardo è stato presentato prima di una capogruppo in cui alcuni esponenti della maggioranza chiedevano di contingentare i tempi e di impedire la presentazione di nuovi emendamenti. Quindi non avremmo avuto la possibilità di presentare emendamenti, se fosse passata la posizione di Preioni (Lega). Un sistemino per cercare di fregare le opposizioni che per fortuna non è passato. E’ uno sgarbo nei confronti delle opposizioni, lontano da un comportamento minimo di decenza. Volete la guerra, fatelo, ma ha un costo. Le opposizioni in questi mesi di emergenza hanno collaborato al 100% anche su cose su cui eravamo contrari. Lo abbiamo fatto per i piemontesi. O si trova una quadra col presidente Cirio o non si può più andare avanti così”.