“Sappiamo che la maggior parte di voi già conosce molto bene i contenuti della legge, ma per chi magari non avesse ancora un’informazione completa, volevo dire che, quella che si è verificata, io la definisco una convergenza astrale, perché, nel 2016, sia la Regione Piemonte sia anche lo Stato, attraverso il Ministero, hanno previsto una normazione più specifica sulla prevenzione e contrasto del gioco d’azzardo. Pertanto, noi abbiamo avuto a che fare con un piano, che poi è stato redatto, dove dovevamo tener conto sia della legge appena approvata sia delle indicazioni ministeriali. Ovviamente, il piano regionale nasce perché ha una natura sanitaria, in quanto si appoggia all’articolo 1, le finalità della nostra legge regionale, che sono quelle di contenere e supportare le popolazioni più fragili, ma nasce anche perché c’è un Ministero dalla Salute che finanzia il piano. Noi, quindi, grazie a questo finanziamento dedicato siamo riusciti a fare (noi, così come tutte le altre regioni) le azioni”.

E’ quanto ha detto il dottor Gaetano Manna (responsabile ufficio regionale patologia delle dipendenze) durante la discussione avvenuta a fine gennaio nelle Commissioni terza, quarta, Legalità e Comitato per la qualità della normazione del Piemonte con riferimento alla relazione della Giunta regionale sulla clausola valutativa della Legge regionale 2 maggio 2016, n. 9 “Norme per la prevenzione e il contrasto alla diffusione del gioco d’azzardo patologico”.

“Pertanto, è importante sapere che il piano ha questo imprinting di tipo sanitario. Ricordo anche, prima dell’approvazione da parte vostra della legge, di quante erano state le situazioni che nel mio Ufficio, ad esempio, venivano segnalate da parte del territorio, di comuni che si trovano ad affrontare una situazione che era diventata problematica e insostenibile, perché non c’era una formazione. Poi, sia lo Stato sia le regioni hanno normato, quindi oggi, a distanza di quattro anni, siamo a raccontarvi una prima parte esperienziale di quelle che sono state le attività messe in campo dal Piemonte. Certamente noi, come Regione, grazie anche a questo tipo di formazione di legge regionale, siamo stati e siamo ancora tuttora oggetto di attenzione, sia a livello nazionale sia a livello internazionale, perché vogliono capire meglio anche le dinamiche e le reazioni rispetto a questo complesso sistema che si è creato sulla materia del gioco d’azzardo. Chiaramente, nel report che vi abbiamo dato, c’è una serie di aspetti che poi vengono approfonditi, gradualmente, con calma. I dati li abbiamo presi dall’Agenzia delle dogane e dei Monopoli e siamo riusciti, attraverso un lavoro di questi anni con il supporto delle Amministrazioni che governano, a garantire un esercizio molto importante di dialogo, non solo tra le varie direzioni regionali, ma anche tra le istituzioni che si trovano a gestire, anche da ambiti assolutamente diversi, una materia così complicata.

Mi sembra che questo esercizio vada mantenuto, perché rappresenta e dà risultati che sta a voi, come decisori politici, prendere in mano e/o riorientarne l’azione. Certamente, rispetto alla situazione attuale, il piano fotografa una significativa riduzione dei volumi di gioco, in Piemonte di circa l’11%, e un significativo contenimento della perdita, da parte dei giocatori, che si attesta intorno al 16,5%. Il gioco on line, in questi scenari, rappresenta trasversalmente anche l’oggetto di attenzione, ma anche il buco nero, la materia oscura, perché il gioco on line risulta essere quel soggetto, quella parte di attività che vede un incremento importante, non solo per il Piemonte, ma a livello Italia. Abbiamo un incremento del 70% rispetto al Piemonte, che è di 73%. Noi, ma in primis il sottoscritto, pensavamo che il Piemonte risentisse maggiormente, in forza di una legge un po’ più stringente, di un’esplosione verso l’on line. In realtà, c’è stato, e anche significativo, ma c’è stato – ahimè – rispetto a tutto il Paese, un incremento. È questa è sicuramente una delle prossime sfide che la pubblica amministrazione, e soprattutto i servizi sanitari, dovranno affrontare.

Pertanto, il piano rappresenta e fa emergere una serie di aspetti che sicuramente toccano vari punti nevralgici, tra cui tutta la questione del rapporto normativo, più o meno rigido o vincolante, rispetto all’aumento o all’ipotetico aumento del fenomeno della criminalità organizzata. Su questi aspetti ci sono due visioni, due pensieri che provano a fare dei ragionamenti su questo ambito, però tutti e due sono ancora in fase – passatemi il termine – embrionale. Meritano una certa e sicura attenzione. Non a caso, recentemente abbiano dedicato dei fondi ad hoc, per cercare di sviluppare meglio e di comprendere meglio se questo fenomeno porta a conseguenze piuttosto che altre, rispetto ai rapporti con la criminalità organizzata, che ovviamente rappresenta un elemento di tutto interesse. L’altro aspetto riguarda – e su questo farà un approfondimento il collega Giovanni Montano dell’Osservatorio del lavoro – anche i numeri. I numeri estrapolati da questo studio e presenti in quella tabella che voi vedete nel report sono estremamente sintetici e fotografano l’ultimo anello della catena, sicuramente quello. Da un saldo assunzioni/cessazioni i numeri ci danno poco rilievo, nel senso che sono numeri di poche unità rispetto ai numeri che abbiamo visto in tanti articoli. Certamente quello sui cui c’è da stare molto attenti è che, poiché stiamo fotografando l’ultimo anello della catena e non l’intera filiera produttiva – e su questo ci spiegherà anche il collega dell’Osservatorio come sia molto difficile analizzare e il perché – certamente questi sono dati importanti, ma parziali. Ciò detto, rispetto agli approfondimenti che ci saranno dopo, con questo piano stiamo sviluppando tutta una serie di ricerche che il dottor Jarre si curerà di dire.

Rispetto ai fondi che sono stati assegnati a dicembre, l’ultima tranche, ricordo a voi Consiglieri che noi abbiamo delle annualità, anni finanziari che lo Stato, il Ministero della Salute, gira alle regioni. L’ultima annualità è quella riferita al 2018, che noi abbiamo trasferito già alle Aziende Sanitarie Locali. Ovviamente, una parte significativa viene data alle Aziende per rinforzare il personale specialistico; un’altra parte, invece, è dirottata su progetti innovativi e anche sperimentali. Nell’ultima tranche di finanziamento, tanto per aggiornarvi, oltre agli ambiti più classici, abbiamo cercato di dare degli investimenti sulla parte dei nuclei che dovrebbero supportare la parte giuridica, gli studi legali che dovrebbero sostenere poi i vari nuclei territoriali per cercare di supportare quelle famiglie che si trovano in condizioni molto molto disarmanti rispetto ad un familiare che, magari, ha perso il lavoro, si è venduto la casa ed è andato nelle mani degli usurai, quindi un supporto di tipo legale.

Un altro è un supporto di tipo sperimentale e clinico. Stiamo per avviare una serie di progetti sperimentali che riguardano la stimolazione magnetica trans-cranica. Anche questo è un aspetto innovativo, ma visto che siamo in sanità, l’ambito clinico per noi è importante e potrebbe rappresentare una possibilità anche di aiuto e di cura per quel tipo di pazienti. E qui ci sono delle risorse importanti che sono state dedicate, che saranno potenziate e che ci servono per i progetti di prevenzione classica. Devo dire – e poi passo la parola al dottor Jarre – che abbiamo avuto e stiamo continuando una parte di formazione molto molto importante. Ricordo anche l’importante adesione della polizia locale in tutta la regione. Veramente abbiamo dato un segnale importante, perché a noi serviva anche lavorare con i comuni e, soprattutto, con le forze dell’ordine, nello specifico con la polizia locale, affinché anche loro potessero acquisire quelle informazioni di base. Non solo con quella, ma con gli esercenti, con la formazione obbligatoria e anche con le scuole. Stiamo cercando, in definitiva, di mantenere alto, nonostante l’estrema e straordinaria situazione pandemica, il livello, per promuovere formazione e quindi promuovere cultura in generale su tutti i soggetti”.