Dal 3 giugno sale giochi aperte, come pure cinema e teatri. E’ quanto riferiscono fonti autorevoli in queste ore.

Si può aprire o no? Riassumiamo così il contenuto di centinaia tra email e comunicazione via social che sono arrivate nelle ultime ore alla redazione di Jamma da parte di esercenti e imprenditori del gioco legale a cui nessuno sta dando indicazioni circa la possibilità di riaprire le loro attività. Stiamo parlando di migliaia di attività, tra quelle specializzate nell’offerta di gioco legale e non, che, paradossalmente, cercano di capire se, tra 48 ore,potranno riaprire i battenti o meno. All’incertezza circa le misure per adeguare i locali, in assenza di protocolli specifici, si aggiunge il disorientamento nel cercare di capire cosa è consentito fare.

In attesa della pubblicazione di un decreto sulla base del quale verranno emanate le ordinanze delle regioni circa le riaperture previste per lunedì 18 maggio, ecco le prime indicazioni sulle sale giochi.

La questione riapertura dovrebbe essere affrontata la prossima settimana. Secondo quanto riferiscono fonti autorevoli a Jamma in queste ore “l’intendimento del Governo sarebbe quello di riaprire tutto per il 3 giugno prossimo” e quindi lo stesso vale per tutte le attività al momento non ancora comprese tra quelle in fase di apertura, come appunto nel caso delle sale giochi. Si tratta di attività che sono state incluse nella categoria a rischio assembramento come cinema e teatri.

A ‘penalizzare’ sale giochi e scommesse la valutazione dell’INAIL e l’inserimento di queste attività tra quelle con il più alto livello di rischio aggregazione (vedi Tabella) .

Altra questione sono le attività di gioco all’interno dei bar, compresi apparecchi da intrattenimento e Awp. Nei protocolli pubblicati in queste ore dalle regioni non si fa esplicito riferimento a questi servizi.

Bisognerà attendere il dpcm a cui hanno fatto riferimento i presidenti delle Regioni e capire se sono compresi espliciti divieti come nel caso del decreto del 26 aprile scorso.

In caso contrario valgono le prescrizioni previste all’interno dei protocolli indicati dalla Regioni.