“Con il documento in esame, gli onorevoli proponenti segnalano rilevanti criticità nel sistema di raccolta del gioco online, che è divenuto terreno di infiltrazione per la criminalità organizzata. Gli onorevoli fanno riferimento all’operazione Galassia, con cui si è fatta luce su un’organizzazione transnazionale e che ha dimostrato come le mafie si siano spartite e controllino il mercato della raccolta illecita delle scommesse online. Ciò premesso, considerata anche l’urgenza e la particolare attualità politica della tematica, gli onorevoli chiedono al Governo se sia intenzione del Ministro interpellato avviare un’indagine interna, per la verifica del sistema informatico della SOGEI e sulla gestione e commercializzazione del flusso dei dati commerciali alle società di marketing dei casinò sul web e se intenda fornire chiarimenti circa quella che appare agli interpellanti un’omessa vigilanza sul gioco, in generale, e sul sistema informatico dei giochi d’azzardo online, in particolare, e circa l’utilizzo improprio del simbolo dei Monopoli di Stato”.

E’ quanto risposto in Aula alla Camera dal Sottosegretario di Stato per l’Economia e le finanze, Alessio Mattia Villarosa, rispondendo all’interpellanza urgente di cui Francesco Silvestri (M5S) è primo firmatario.

“Al riguardo l’Agenzia delle dogane e dei monopoli osserva preliminarmente che la richiamata operazione Galassia non ha svelato alcuna falla nei sistemi informatici di SOGEI Spa; al contrario, la raccolta illegale avveniva, come chiaramente esplicitato negli atti dell’inchiesta e correttamente riportato da tutte le agenzie di stampa, tramite siti Internet con estensione “.com” illegali, non autorizzati dall’Agenzia delle dogane e, quindi, non collegati, in alcun modo, al totalizzatore nazionale gestito da SOGEI Spa.

Il fatto che la raccolta avvenisse anche tramite punti di vendita autorizzati che esponevano il logo dei Monopoli di Stato non implica, infatti, la manipolazione dei sistemi della rete legale, in quanto erano i gestori di tali punti vendita a dirottare la raccolta del gioco sulla rete parallela illecita, cambiando frequentemente i siti “.com” utilizzati, oggetto, peraltro, dell’attività quotidiana di oscuramento dei siti illegali effettuata dall’Agenzia delle dogane e dei monopoli in collaborazione con SOGEI Spa.

La black list dei siti oscurati viene, infatti, periodicamente aggiornata, grazie all’attività di ricerca dei tecnici della SOGEI che si affianca all’attività di controllo svolta sul territorio dai funzionari dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli insieme alle forze dell’ordine a cui spetta il compito di scoprire l’esistenza di esercizi non autorizzati alla raccolta e di smascherare, come nel caso dell’operazione Galassia, la condotta fraudolenta di chi, pur presentandosi al pubblico come punto di vendita legale, opera in realtà illegalmente. Non a caso, infatti, nel comunicato ufficiale della direzione nazionale antimafia si afferma che le indagini sono state condotte anche con il contributo dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli e il comandante dello SCICO della Guardia di finanza ha sottolineato che per le indagini è stata fondamentale la collaborazione dei Monopoli di Stato. Alcuni dei nominativi oggetto di misure cautelari e alcune delle società coinvolte nell’inchiesta erano stati, peraltro, segnalati autonomamente dall’Agenzia delle dogane e dei monopoli ai competenti organi di polizia.

Per quanto riguarda il paventato rischio che i dati degli utenti siano oggetto di commercializzazione a vantaggio di società di marketing dei casinò sul web, si sottolinea che detto pericolo non riguarda le movimentazioni effettuate sui siti legali e controllati dall’Agenzia e da SOGEI, ma semmai le movimentazioni sui siti paralleli illegali, volontariamente poste in essere dai giocatori che scelgono di giocare nel mercato illegale, integrando, peraltro, una fattispecie penalmente rilevante.

Tutti i dati che affluiscono nella rete legale sono tutelati con le più avanzate tecnologie, adeguate alle più recenti disposizioni in materia di privacy e antiriciclaggio. L’Agenzia precisa che sinora non si è mai avuto notizia di episodi di commercializzazione dei dati medesimi né del fatto che, come invece affermato dagli onorevoli, la rete legale sia mai stata violata o manipolata. Deve comunque sottolinearsi che l’operazione Galassia, come detto, ha rilevato un giro di scommesse online illecite, in quanto canalizzate su reti illegali parallele a quelle dello Stato, mentre non si hanno notizie circa la presenza di illeciti commessi tramite slot machine, come invece emerge nell’interrogazione in oggetto.

Infine, relativamente ai soggetti coinvolti dagli atti delle indagini condotte a Catania, Reggio Calabria e Bari, risulta che si tratta di tutte società che agivano senza concessione dello Stato (…)”.

In risposta il deputato Silvestri ha spiegato “Ringrazio, ovviamente, il collega Villarosa che so perfettamente avere una sensibilità enorme sul tema, quindi, lo ringrazio e sono soddisfatto della sua risposta. Torno brevemente sull’argomento proprio per sottolineare l’importanza strategica del controllo di quello che viene detto il gioco legale, e per ricordare l’ultima relazione della Commissione antimafia proprio sul gioco d’azzardo, Commissione a presidenza Rosi Bindi, quindi nulla a che vedere con il MoVimento 5 Stelle, come in questa legislatura, anzi, rinnovo il buon lavoro al senatore Morra, in questo caso. Volevo leggere solamente un qualcosa che probabilmente va riportato in quest’Aula: ‘L’attenzione della Commissione – quindi della Commissione antimafia – si è focalizzata anche sul gioco legale, cioè nei confronti di un settore che, non va dimenticato, appartiene allo Stato e che, sebbene gestito da privati attraverso il sistema delle concessioni, è pur sempre esercitato in nome dello Stato. All’esito di numerose indagini è stato accertato che la criminalità mafiosa ha operato enormi investimenti in questo comparto, acquisendo e intestando a prestanomi sale deputate al gioco oppure mediante l’inserimento di uno o più sodali all’interno dell’organigramma delle compagini societarie’.

Oltre a questo, poi, mi fa piacere ricordare che questa Commissione ha presentato questa relazione il 6 luglio, relazione dove faceva tutto un profilo di quella che era la relazione tra criminalità e gioco legale (…). E’ importantissimo, anche rispetto ai numeri che ho citato prima, rispetto ai 3 milioni e mezzo di persone che, io dico, purtroppo, hanno un conto online, oggi, e tra alcune altre ricerche che sono state fatte mi ha particolarmente colpito quella che è stata fatta dalla Caritas di Roma su adolescenti e azzardo che ci descrive come, in realtà, ci sia un esercito pronto a subentrare, dopo il compimento dei diciott’anni, su questo tema e che sta sviluppando una sensibilità proprio all’online (…). Ma inerente al discorso dell’online qual è lo strumento che viene utilizzato di più per giocare d’azzardo (e parliamo, quindi, di minorenni)? C’è lo smartphone, 69 per cento, e il pc, 27 per cento. Quindi, l’online è la nuova frontiera, è la nuova frontiera, purtroppo, di chi azzarda e, quindi, automaticamente sarà la nuova frontiera della criminalità organizzata“.