“Bambini, adolescenti, abusi, internet e nuovi rischi, anche alla luce del progresso tecnologico, sono un tema centrale al 75esimo congresso italiano di Pediatria, in corso a Bologna. Il proliferare di siti internet in cui e’ possibile per i piu’ giovani acquistare qualsiasi tipo di cosa, sostanze stupefacenti comprese, e’ un rischio crescente che famiglie e pediatri devono imparare ad affrontare.

L’ampissimo dibattito che c’e’ stato in Parlamento e che ha visto lo stop alla legge che prevedeva la liberalizzazione dell’uso, consumo e vendita di cannabis. Ne e’ stata, pero’, stralciata e approvata la parte che riguardava la cannabis terapeutica con determinate concentrazioni e prescrizioni”.

Questo ha lasciato “una nicchia nel dibattito sulla cannabis che tra il no alla liberalizzazione e il si’ alla cannabis terapeutica, ha portato all’introduzione di una piccola variabile, che e’ quella della vendita delle infiorescenze con basso dosaggio”, riflette Paola Binetti, senatrice della Repubblica. L’estrema velocita’ d’espansione del fenomeno “ha portato all’apertura di circa 2.800 negozi e grande diffusione della coltivazione, creando un canale insidioso che generava l’habitus, soprattutto negli adolescenti, che se si vende cosi’ liberamente evidentemente non fa male. Ieri la sentenza che pone uno stop a questa vendita”, continua Binetti. Alla luce di queste considerazioni la senatrice ritiene che “non ci si puo’ stupire quindi che, in maniera sommersa e altrettanto chiara, ci siano questi siti, che di terribilmente negativo hanno il fatto che, anche se e’ facile chiuderli, domani saranno riaperti con altro nome, un’altra sigla e con la stessa leggerezza”. Dal canto suo, “la polizia postale, che fa un lavoro enorme, non ce la fa a stare dietro a tutti perche’ deve aspettare una denuncia e, una volta ricevuta, deve fare una verifica a cui segue un iter per far chiudere il sito. Mutatis mutandis – aggiunge- e’ esattamente quello che accade con il gioco illegale, e’ una partita in affanno continuo“.

Per questo “e’ stato detto che e’ quasi impossibile intervenire, perche’ e’ quasi impossibile intervenire su un sintomo che ha gia’ raggiunto un livello conclamato di consumo, di fatto la nostra battaglia, e in particolare la vostra come pediatri, e’ tutta sulla prevenzione laddove la prevenzione si fonda in gran parte sull’educazione e la formazione. Questa e’ la difficile sfida che ogni giorno stiamo continuando a condurre”, continua la senatrice.

Lo stesso accade con gli smartphone grazie ai quali genitori e insegnanti si scontrano con “il principio del ‘chi sei tu per dirmi cosa devo fare’, un crollo della relazione di fiducia per cui gli adolescenti – ad esempio – se hanno qualcosa si rivolgono a dottor Google”. Tra gli aneddoti Binetti ricorda la proposta dell’ex ministro dell’Istruzione, Valeria Fedeli, “su un progetto che avrebbe portato a scuola gli smartphone, non per giocarci, ma con l’obiettivo di farne uno strumento di educazione. Sapete perche’ la legge non passo’?- rivela Binetti- perche’ non c’era nessuna sicurezza che ci fossero un numero di docenti sufficientemente in grado di insegnare agli alunni come si usa lo smartphone. C’era il rischio che fossero gli alunni ad insegnare agli insegnanti come si utilizza lo smartphone”. La nostra e’ “una battaglia che va a toccare le infrastrutture culturali della nostra societa’”, conclude Binetti.