Incontri sui pericoli del gioco d’azzardo patologico e iniziative culturali come presentazioni di libri, spettacoli teatrali e la redazione di un “glossario minimo” delle parole della mafia, dell’antimafia e della giustizia. Ma anche approfondimenti per professionisti e imprese sulle norme e le misure contro evasione fiscale, riciclaggio e corruzione e il coinvolgimento dei ragazzi su temi come la rigenerazione della socialità e l’accoglienza urbana.

Advertisement

Sono i contenuti dei nove progetti che hanno ottenuto un contributo dal Comune di Modena nell’ambito della prima edizione del bando per la promozione di una cultura della legalità e per la prevenzione del gioco d’azzardo patologico e illegale che si è appena conclusa.

Inserito nel più ampio progetto “Legalità e territorio” avviato dall’Ufficio legalità e sicurezze del Comune nel 2019, grazie a un cofinanziamento della Regione Emilia Romagna riconfermato anche per il 2020, il bando metteva a disposizione un fondo di 22 mila euro, incrementato successivamente, grazie a ulteriori fondi regionali, a 25 mila 317 euro con l’obiettivo di sostenere tutti i progetti ritenuti validi.

“Con questo bando – commenta l’assessore alle Politiche per la legalità Andrea Bosi – il Comune compie un ulteriore passo avanti nella diffusione della cultura della legalità nelle diverse componenti della società. Seguitiamo a investire nella legalità – prosegue Bosi – certi che azioni di medio e lungo periodo siano indispensabili per formare il substrato culturale utile a riconoscere e prevenire le infiltrazioni criminali”.

I nove progetti cofinanziati dal Comune sono stati presentati dai soggetti che aderiscono formalmente al Tavolo Legalità del Comune e da associazioni no profit: Comitato unitario professionisti (Cup) con “La biblioteca vivente dell’antimafia”, Associazione magistrati tributari con un’iniziativa su fisco e legalità, associazione L’Asino che vola con “A scuola di legalità e antimafia”, Artisti Drama con la seconda edizione di “Giustizia e legalità attraverso il teatro”, Federconsumatori con “Non è un bel gioco”, associazione Libera con “Conoscere le parole, riconoscere la libertà”, Arci con un’iniziativa di diffusione della cultura della legalità, Centro di ricerca interdipartimentale su discriminazione e vulnerabilità di Unimore e Fondazione Marco Biagi con “I pericoli del gioco d’azzardo nell’era digitale. Strategie di prevenzione e azioni di contrasto”, associazione Camera penale Carl’Alberto Perroux con “Imprese e compliance. Un modello di prevenzione dei reati”.

Sono già in corso alcuni dei nove progetti che riceveranno un contributo attraverso il bando del Comune di Modena per la promozione della legalità e della cittadinanza responsabile. Altri, invece, saranno realizzati entro l’anno, in presenza o a distanza in base alle misure di sicurezza anti-Covid in vigore.

Come previsto dal bando, i progetti dovevano rientrare in quattro ambiti specifici: il gioco d’azzardo patologico e illegale; la prevenzione e il contrasto alla criminalità organizzata e mafiosa; l’evasione fiscale, l’elusione e il riciclaggio; la prevenzione della corruzione. Ogni progetto poteva ricevere un contributo massimo di 4.000 euro a copertura di una percentuale massima del 90 per cento delle spese sostenute.

Diversi i progetti pensati per combattere i pericoli del gioco d’azzardo patologico: “Non è un bel gioco”, proposto da Federconsumatori (contributo di 2.880 euro) è indirizzato ai più giovani e ai più anziani, individuati come categorie particolarmente esposte ai rischi: prevede incontri pubblici per i più anziani su come sia facile diventare dipendenti anche giocando solo al Gratta e vinci e questionario online per i più giovani, oltre a pieghevoli informativi anche per i genitori. Proposto dal Centro di ricerca interdipartimentale su discriminazione e vulnerabilità di Unimore e dalla Fondazione Marco Biagi è il progetto “I pericoli del gioco d’azzardo nell’era digitale. Strategie di prevenzione e azioni di contrasto” che ha ottenuto un contributo di 3.240 euro. Si tratta di una giornata di studi sui pericoli del gioco d’azzardo patologico, acuiti dalle possibilità offerte dall’on line, in parte di formazione per operatori del settore, dipendenti pubblici, delle Ausl e bancari, e in parte di informazione aperta al pubblico. A seguire, saranno pubblicare delle linee guida per le amministrazioni su come affrontare il gioco d’azzardo patologico.