Parere favorevole dalle Commissioni Bilancio e Finanze della Camera alla ‘Ratifica ed esecuzione della Convenzione del Consiglio d’Europa sulla manipolazione di competizioni sportive, fatta a Magglingen il 18 settembre 2014. C. 1638 Governo, approvato dal Senato. (Parere alle Commissioni II e III).

Vanessa Cattoi (Lega), relatrice, osserva che il disegno di legge in titolo non è corredato di relazione tecnica. Rileva che, ai fini della valutazione degli effetti finanziari, appare comunque possibile utilizzare le risultanze dell’esame parlamentare svolto nella scorsa legislatura. Fa infatti presente che il testo riproduce il disegno di legge C. 4303 della XVII legislatura, corredato di relazione tecnica, che è stato approvato dalla Camera in prima lettura e trasmesso al Senato, che non ne ha tuttavia concluso l’esame entro il termine della legislatura medesima. In merito ai profili di quantificazione, analogamente a quanto osservato con riferimento all’analogo disegno di legge presentato nella XVII legislatura, ritiene che andrebbero acquisiti elementi volti a confermare la sostenibilità delle spese per la partecipazione al Comitato di follow-up nell’ambito degli attuali stanziamenti di bilancio.

Andrebbe altresì confermata la sostenibilità degli impegni riguardanti la cooperazione internazionale tra gli Stati a fini investigativi e processuali in conformità agli strumenti nazionali e internazionali vigenti, ai sensi dell’articolo 26 della Convenzione. La Viceministra Laura Castelli chiarisce che l’Agenzia delle dogane provvederà alla partecipazione al Comitato di follow-up, di cui all’articolo 30 della Convenzione in oggetto, nei limiti delle risorse disponibili a legislazione vigente, il cui ammontare è complessivamente definito nella convenzione stipulata annualmente con il Ministero dell’economia e delle finanze ai sensi dell’articolo 59 del decreto legislativo 300 del 1999. Precisa altresì che le finalità investigative e processuali previste dall’articolo 26 della Convenzione in esame potranno essere realizzate nell’ambito delle risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente, attraverso gli strumenti di cooperazione internazionale già contemplati dalle disposizioni inerenti agli Accordi bilaterali tra gli Stati in materia di estradizione e di assistenza giudiziaria in materia penale, che risultano in linea con quelle recate dalla Convenzione oggetto del presente disegno di legge di ratifica.

Vanessa Cattoi (Lega), relatrice, formula quindi la seguente proposta di parere: « La V Commissione, esaminato il disegno di legge C. 1638 Governo, approvato dal Senato, recante Ratifica ed esecuzione della Convenzione del Consiglio d’Europa sulla manipolazione di competizioni sportive, fatta a Magglingen il 18 settembre 2014; preso atto dei chiarimenti forniti dal Governo, da cui si evince che: l’Agenzia delle dogane provvederà alla partecipazione al Comitato di followup, di cui all’articolo 30 della Convenzione in oggetto, nei limiti delle risorse disponibili a legislazione vigente, il cui ammontare è complessivamente definito nella convenzione stipulata annualmente con il Ministero dell’economia e delle finanze ai sensi dell’articolo 59 del decreto legislativo 300 del 1999; le finalità investigative e processuali previste dall’articolo 26 della Convenzione in esame potranno essere realizzate nell’ambito delle risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente, attraverso gli strumenti di cooperazione internazionale già contemplati dalle disposizioni inerenti agli Accordi bilaterali tra gli Stati in materia di estradizione e di assistenza giudiziaria in materia penale, che risultano in linea con quelle recate dalla Convenzione oggetto del presente disegno di legge di ratifica, esprime parere favorevole ».

La Viceministra Laura Castelli concorda con la proposta di parere della relatrice. La Commissione approva la proposta di parere della relatrice.

Giulio Centemero (Lega), relatore, ricorda che la VI Commissione Finanze è chiamata ad esaminare, ai fini del parere da rendere alle Commissioni riunite II Giustizia e III Affari esteri, il disegno di legge C. 1638, già approvato dal Senato, recante ratifica della Convenzione del Consiglio d’Europa sulla manipolazione di competizioni sportive, fatta a Magglingen, in Svizzera, il 18 settembre 2014. Per quanto concerne il contenuto della Convenzione, essa è intesa a prevenire, individuare e sanzionare la manipolazione delle competizioni sportive, coinvolgendo tutte le parti interessate a tale obiettivo, ossia le autorità pubbliche, le organizzazioni sportive e gli operatori di scommesse sportive. Il testo si compone di un preambolo e 41 articoli, suddivisi in nove capi. Con l’articolo 1 vengono individuati lo scopo della Convenzione ed i suoi obiettivi principali, mentre l’articolo 2 individua i princìpi guida cui deve ispirarsi la lotta alla manipolazione delle competizioni sportive. Dopo l’articolo 3, dedicato alle definizioni dei termini ricorrenti nella Convenzione, l’articolo 4 illustra gli strumenti di prevenzione e coordinamento interno che devono essere adottati dalle Parti e l’articolo 5 riguarda la valutazione e gestione dei rischi. Con l’articolo 6 le Parti sono sollecitate ad incoraggiare educazione e sensibilizzazione alla lotta alla manipolazione delle competizioni sportive; l’articolo 7 incoraggia le Parti ad adottare ed attuare regole che contrastino la manipolazione e l’articolo 8 prevede che ciascuna Parte assicuri la trasparenza dei finanziamenti pubblici riconosciuti alle organizzazioni sportive. Con riferimento alle materie di competenza della Commissione Finanze, segnala gli articoli da 9 a 12. In particolare l’articolo 9 prevede che ciascuna Parte è tenuta ad identificare, nell’ambito del proprio ordinamento giuridico, una o più autorità responsabili dell’attuazione dei regolamenti sulle scommesse sportive e dell’applicazione delle pertinenti misure per combattere la manipolazione delle competizioni sportive in relazione alle scommesse. Tra tali misure si segnala: il tempestivo scambio di informazioni con altre pertinenti autorità o piattaforme nazionali su scommesse illegali, irregolari o sospette; la limitazione dell’offerta di scommesse sportive, in particolare escludendo le competizioni riservate ai minori di 18 anni e le competizioni le cui condizioni organizzative e i cui risultati siano inadeguati; la diffusione anticipata di informazioni sui tipi di scommesse sportive agli organizzatori di competizioni; il ricorso sistematico in tale ambito a mezzi di pagamento che consentano la tracciabilità dei flussi di denaro che superino una determinata soglia stabilita dalle Parti; meccanismi di collaborazione tra le organizzazioni per impedire alle Parti interessate alla competizione di scommettere su competizioni sportive che violano le regole sportive o la legislazione; la sospensione delle competizioni che siano oggetto di segnalazione. L’articolo 10 contiene invece misure riguardanti gli operatori di scommesse sportive, volte, al paragrafo 1, a prevenire conflitti di interesse e abuso di informazioni privilegiate da parte di persone fisiche o giuridiche coinvolte nella fornitura di scommesse sportive, limitando: a) le scommesse sui propri prodotti da parte di persone fisiche o giuridiche coinvolte nell’offerta di scommesse sportive; b) l’abuso di posizione da parte di uno sponsor o comproprietario di un’organizzazione sportiva al fine di facilitare la manipolazione di una competizione o l’abuso di informazioni privilegiate; c) il coinvolgimento delle parti interessate alla competizione nella compilazione delle quotazioni delle scommesse; d) la possibilità, per ciascun operatore di scommesse sportive che controlli un organizzatore di competizioni o che ne sia controllato, di offrire scommesse sulla competizione alla quale tale organizzatore di competizioni partecipa. In tale ambito, il paragrafo 2 stabilisce che le Parti incoraggino gli operatori delle scommesse a sensibilizzare i proprietari e i dipendenti circa le conseguenze della manipolazione delle competizioni sportive e alla relativa attività di contrasto mediante educazione e formazione, mentre il paragrafo 3 prevede che ciascuna Parte adotti tutte le misure necessarie a obbligare gli operatori delle scommesse a segnalare senza indugio le scommesse irregolari o sospette. L’articolo 11 fa carico agli Stati parte di individuare e di adottare, in conformità con la legge applicabile e con la giurisdizione interessata, i mezzi più efficaci di lotta contro le scommesse illegali. A tal fine l’articolo indica talune ipotesi, quali: il blocco o la limitazione diretta o indiretta dell’accesso agli operatori di scommesse illegali che agiscono da remoto e la chiusura degli operatori stessi; il blocco dei flussi finanziari tra gli operatori di scommesse illegali e i consumatori; il divieto per gli operatori di pubblicizzare le loro attività; la sensibilizzazione dei consumatori verso i rischi connessi alle scommesse illegali. L’articolo 12 riguarda lo scambio di informazioni tra le autorità pubbliche, le organizzazioni sportive e gli operatori delle scommesse, prevedendo in particolare che ciascuna Parte si impegna a istituire meccanismi per la condivisione delle informazioni qualora esse possano essere utili ai fini della valutazione del rischio. L’articolo 13 pone in capo alle Parti l’identificazione di una Piattaforma nazionale, che dovrà raccogliere e trasmettere i dati rilevanti alle autorità ed alle organizzazioni interessate. L’articolo 14 riguarda le misure di protezione dei dati personali. Ai sensi dell’articolo 15, ciascuna Parte si assicura che la propria legislazione nazionale consenta la sanzione penale della manipolazione delle competizioni sportive che implichi pratiche coercitive, di corruzione o fraudolente quali definite nel proprio ordinamento interno. L’articolo 16 reca norme in tema di riciclaggio dei proventi dei reati relativi alla manipolazione delle competizioni sportive. L’articolo 17 prevede che le Parti adottino le necessarie misure per attribuire il carattere di reato nel rispettivo ordinamento giuridico alla complicità e al favoreggiamento intenzionali nella commissione di uno dei reati contemplati all’articolo 15 della convenzione. L’articolo 18 reca norme sulla responsabilità delle persone giuridiche. L’articolo 19 contiene la previsione dei criteri sulla base dei quali gli Stati parte sono tenuti a stabilire la competenza rispetto ai reati di cui ai precedenti articoli 15, 16 e 17. Con l’articolo 20 viene riconosciuta agli Stati parte la possibilità di ottenere, nel corso delle indagini relative ai reati previsti dagli articoli da 15 a 17, la conservazione rapida dei dati informatici raccolti, la conservazione e la divulgazione rapide del traffico dei dati; quella di emettere ordini, di procedere a perquisizioni e sequestri di dati informatici; nonché di raccogliere in tempo reale i dati relativi al traffico e l’intercettazione del loro contenuto. L’adozione, da parte degli Stati parte, di misure idonee ad assicurare sul piano interno l’efficace protezione di informatori, testimoni e loro familiari è contemplata dall’articolo 21. Con l’articolo 22 è fatto carico alle Parti di adottare le misure legislative o di altra natura necessarie ad assicurare che i reati di cui agli articoli 15-17 della Convenzione commessi da persone fisiche siano punibili mediante sanzioni efficaci, proporzionate e dissuasive. L’articolo 23 riguarda l’applicazione di sanzioni alle persone giuridiche. L’articolo 24 riguarda l’adozione di sanzioni di natura amministrativa. Con l’articolo 25 vengono regolate le misure di sequestro e di confisca. Gli articoli da 26 a 28 sono dedicati alla cooperazione internazionale giudiziaria. L’articolo 29 è dedicato alla trasmissione, da parte degli Stati Parte, al Segretario generale del Consiglio d’Europa delle informazioni sulle misure adottate per dare attuazione alla Convenzione. Ai sensi dell’articolo 30 viene istituito un Comitato responsabile della verifica dell’attuazione della Convenzione, le cui funzioni sono individuate dall’articolo 31. Infine, gli articoli da 32 a 41 disciplinano rispettivamente gli effetti della Convenzione, il rapporto con gli altri strumenti internazionali (articolo 33), le condizioni e le garanzie (articolo 34), l’applicazione territoriale (articolo 35), la clausola federale (articolo 36), il regime delle riserve (articolo 37), le modifiche alla Convenzione (articolo 38), la risoluzione delle controversie, che sono rimesse a negoziato, conciliazione o arbitrato (articolo 39), la denuncia, che ha effetto dopo tre mesi dalla notifica al Segretario generale del Consiglio d’Europa (articolo 40) e la notifica (articolo 41).

Passando quindi a illustrare il contenuto del disegno di legge di ratifica, che si compone di 7 articoli, gli articoli 1 e 2 prevedono, rispettivamente, l’autorizzazione alla ratifica e l’ordine di esecuzione della Convenzione. L’articolo 3 del disegno di legge individua l’Agenzia delle dogane e dei monopoli quale autorità responsabile per la regolamentazione delle scommesse sportive e per l’applicazione di misure di contrasto delle manipolazioni delle competizioni. L’articolo 4 richiede agli Stati Parte di adottare le misure legislative necessarie a consentire il sequestro e la confisca di beni, dei documenti e degli strumenti utilizzati per commettere i reati o dei profitti dei reati. In tale ambito segnala, per i profili di competenza della Commissione Finanze, l’articolo 5 del disegno di legge, il quale, al comma 1, introduce nel decreto legislativo n. 231 del 2001, recante la disciplina della responsabilità amministrativa delle società e degli enti, un nuovo articolo 25-duodecies, in materia di responsabilità amministrativa delle persone giuridiche per reati di frode in competizioni sportive e di esercizio abusivo di giochi e scommesse, che prevede specifiche sanzioni pecuniarie per la commissione dei predetti reati di frode nelle competizioni sportive e di scommesse illecite. Inoltre, il comma 2 dell’articolo 5 prevede, per la sola condanna relativa a delitti, l’applicazione delle sanzioni interdittive per l’ente previste dall’articolo 9 del citato decreto legislativo n. 231 del 2001, per una durata non inferiore a un anno. L’articolo 6 del disegno di legge prevede che si dia attuazione alle disposizioni della legge di ratifica con le risorse disponibili a legislazione vigente, senza nuovi oneri per la finanza pubblica. L’articolo 7 prevede l’entrata in vigore della legge il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale, senza vacatio legis. Formula, infine, una proposta di parere favorevole sul provvedimento. Nessuno chiedendo di intervenire, la Commissione approva la proposta di parere favorevole formulata dal relatore.

Aurelia Bubisutti (Lega), relatrice, ricorda preliminarmente che nella XVII legislatura venne presentato un disegno di legge analogo a quello in titolo (A.C. 4303) sul quale la Commissione Agricoltura, nella seduta del 18 ottobre 2017, espresse un parere favorevole. Tale disegno di legge fu poi approvato dalla Camera il 22 novembre 2017, ma non completò il suo iter presso il Senato per la fine della legislatura. Venendo ai contenuti della Convenzione oggetto di ratifica, fa presente che essa è finalizzata a prevenire, individuare e sanzionare la manipolazione delle competizioni sportive, intendendo fare riferimento, con tale espressione, a tutte le possibili modifiche intenzionali e irregolari dello svolgimento o del risultato di una competizione sportiva, volte a interferire in tutto o in parte con il carattere imprevedibile della competizione stessa per ottenere un indebito vantaggio personale o in favore di terzi. Nel perseguimento di tale obiettivo, la Convenzione mira a coinvolgere tutte le parti interessate, ossia le autorità pubbliche, le organizzazioni sportive e gli operatori di scommesse sportive e, nel contempo, a potenziare il profilo della cooperazione internazionale. Rinviando alla documentazione predisposta dagli uffici per una disamina dei contenuti della Convenzione, si limita in questa sede ad osservare che il testo si compone di un preambolo e di 41 articoli, suddivisi in nove capi, dedicati rispettivamente a: Scopo, princìpi guida e definizioni (articoli 1-3); Prevenzione, cooperazione e altre misure (articoli 4-11); Scambio di informazioni (articoli 12-14); Diritto penale sostanziale e cooperazione in materia di applicazione della normativa (articoli 15-18); Giurisdizione, procedura penale e misure di applicazione della normativa (articoli 19-21); Sanzioni e misure (articoli 22-25); Cooperazione internazionale giudiziaria e in altri ambiti (articoli 26-28); Verifica dell’attuazione (articoli 29-31); Disposizioni finali (articoli 32-41). Nel passare all’esame del disegno di legge di ratifica, che si compone di 7 articoli, segnala che gli articoli 1 e 2 prevedono, rispettivamente, l’autorizzazione alla ratifica e l’ordine di esecuzione della Convenzione. Rammenta che sinora la Convenzione è stata ratificata da Norvegia, Portogallo, Repubblica di Moldavia e Ucraina e che l’obbligo di esecuzione decorre dopo tre mesi dal raggiungimento di cinque ratifiche, delle quali almeno tre di Paesi membri del Consiglio d’Europa. Gli articoli da 3 a 5 introducono disposizioni di adeguamento dell’ordinamento nazionale alle previsioni della Convenzione. In particolare, l’articolo 3 dà attuazione nel nostro ordinamento all’articolo 9 della Convenzione, che invita gli Stati a identificare un’autorità responsabile per la regolamentazione delle scommesse sportive e per l’applicazione di misure di contrasto delle manipolazioni delle competizioni. L’autorità competente viene individuata dal legislatore nell’Agenzia delle dogane e dei monopoli. Con riferimento agli articoli 4 e 5, rileva che essi recano, seppure marginalmente, profili di interesse per la Commissione Agricoltura, in quanto modificano alcune norme connesse al perseguimento delle condotte di frode nelle competizioni sportive che trovano applicazione anche con riferimento alle competizioni sportive organizzate nel settore ippico. L’articolo 4, infatti, dà attuazione all’articolo 25 della Convenzione, che richiede agli Stati Parte di adottare le misure legislative necessarie a consentire il sequestro e la confisca di beni, dei documenti e degli strumenti utilizzati per commettere i reati o dei profitti dei reati, anche attraverso l’aggressione a beni di valore equivalente a tali profitti. A tal fine, l’articolo in esame inserisce nella legge n. 401 del 1989 – che reca interventi nel settore del gioco e delle scommesse clandestini e norme a tutela della correttezza nello svolgimento delle manifestazioni sportive – l’articolo 5-bis, prevedendo che in caso di condanna (o patteggiamento) per uno dei reati di frode in competizioni sportive e altri delitti di esercizio abusivo di giochi o scommesse (di cui agli articoli 1 e 4 della citata legge n. 401 del 1989), il giudice debba ordinare la confisca penale e, se questa non è possibile, la confisca di beni di valore equivalente a quelli che costituiscono il prodotto, il profitto o il prezzo del reato e di cui il reo ha la disponibilità anche indirettamente o per interposta persona. Ricorda che l’articolo 1 della legge n. 401 del 1989 punisce il delitto di frode in competizioni sportive con la reclusione da 2 a 6 anni e con la multa da 1.000 a 4.000 euro. Si tratta della condotta di chiunque « offre o promette denaro o altra utilità o vantaggio a taluno dei partecipanti ad una competizione sportiva organizzata dalle federazioni riconosciute dal CONI, dall’UNIRE o da altri enti sportivi riconosciuti dallo Stato e dalle associazioni ad essi aderenti, al fine di raggiungere un risultato diverso da quello conseguente al corretto e leale svolgimento della competizione, ovvero compie altri atti fraudolenti volti al medesimo scopo ». L’articolo 4 della legge n. 401 del 1989 punisce, invece, l’esercizio abusivo di attività di gioco o di scommessa delineando fattispecie sia delittuose sia contravvenzionali. La disposizione infatti prevede, tra le varie fattispecie di reato, che chiunque organizza scommesse o concorsi pronostici su attività sportive gestite dal CONI o dall’UNIRE è punito con la reclusione da 6 mesi a 3 anni. Segnala, peraltro, che la legge n. 401 del 1989, in questa sede oggetto di modifica, reca ancora il riferimento all’UNIRE, ente ormai soppresso, essendo state le relative competenze trasferite dapprima all’ASSI (Agenzia per lo sviluppo del settore ippico), indi al MIPAAF, con la legge n. 135 del 2012. Successivamente, in attuazione della citata legge, con decreto del MIPAAF del 31 gennaio 2013, le funzioni già riconosciute all’ex ASSI sono state attribuite al Ministero delle politiche agricole, ad eccezione delle competenze relative alla certificazione delle scommesse sulle corse dei cavalli ai fini del pagamento delle vincite dovute agli scommettitori, che sono state affidate all’Agenzia delle dogane e dei monopoli. Rileva che l’articolo 5 introduce nel decreto legislativo n. 231 del 2001 la responsabilità amministrativa delle persone giuridiche per reati di frode in competizioni sportive e di esercizio abusivo di giochi e scommesse, dando così attuazione all’articolo 23 della Convenzione. In particolare, il disegno di legge inserisce un nuovo articolo 25-quaterdecies nel catalogo dei reati che costituiscono presupposto della responsabilità amministrativa degli enti, prevedendo specifiche sanzioni pecuniarie per la commissione dei reati di frode nelle competizioni sportive e di scommesse illecite. La riforma prevede che: in caso di commissione di delitti, all’ente si applichi la sanzione amministrativa pecuniaria del pagamento di una somma corrispondente a massimo 500 quote; in caso di contravvenzioni, all’ente si applichi la sanzione amministrativa pecuniaria del pagamento di una somma corrispondente a massimo 260 quote. Osserva, infine, che l’articolo 6 del disegno di legge reca la clausola di invarianza finanziaria e che l’articolo 7 prevede l’entrata in vigore del provvedimento il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.

Filippo Gallinella (M5S), nessuno intervenendo nella discussione generale, invita la relatrice a formulare una proposta di parere.

Aurelia Bubisutti (Lega), relatrice, preso atto che la Convenzione oggetto di ratifica è finalizzata a prevenire, individuare e sanzionare la manipolazione delle competizioni sportive, tra le quali rientrano anche quelle del settore ippico, formula una proposta di parere favorevole. La Commissione approva la proposta di parere favorevole della relatrice.

PROPOSTA DI PARERE DELLA RELATRICE APPROVATA DALLA COMMISSIONE

La XIII Commissione Agricoltura, esaminato, per i profili di competenza, il disegno di legge recante « Ratifica ed esecuzione della Convenzione del Consiglio d’Europa sulla manipolazione di competizioni sportive, fatta a Magglingen il 18 settembre 2014 » (C. 1638 Governo, approvato dal Senato); preso atto che la Convenzione oggetto di ratifica è finalizzata a prevenire, individuare e sanzionare la manipolazione delle competizioni sportive, ovvero tutte le possibili modifiche intenzionali e irregolari dello svolgimento o del risultato di una competizione sportiva, volte a interferire in tutto o in parte con il carattere imprevedibile della competizione stessa per ottenere un indebito vantaggio personale o in favore di terzi; preso atto altresì che, nel perseguimento di tale obiettivo, la Convenzione mira a coinvolgere tutte le parti interessate, ossia le autorità pubbliche, le organizzazioni sportive e gli operatori di scommesse sportive e, nel contempo, a potenziare il profilo della cooperazione internazionale; rilevato che gli articoli 4 e 5 del disegno di legge di ratifica danno attuazione, rispettivamente, agli articoli 25 e 23 della Convenzione, a tal fine introducendo disposizioni in materia di confisca penale obbligatoria dei beni e di sanzioni pecuniarie a carico delle persone giuridiche per la commissione dei reati di frode nelle competizioni sportive e di scommesse illecite, e che tali disposizioni trovano applicazione anche con riferimento alle competizioni sportive del settore ippico, esprime parere favorevole.

Matteo Luigi Bianchi (Lega), relatore, illustrando il contenuto del disegno di legge di ratifica della Convenzione del Consiglio d’Europa sulla manipolazione di competizioni sportive, fatta a Magglingen, nel Cantone Berna, il 18 settembre 2014, già approvato dal Senato, al fine di rendere il parere alle Commissioni riunite II e III, ricorda, innanzitutto, che la Convenzione è intesa a prevenire, individuare e combattere le partite truccate e la manipolazione delle competizioni sportive. Evidenzia che la Convenzione è stata aperta alla firma in occasione della XIII Conferenza dei Ministri dello sport degli Stati membri del Consiglio d’Europa che si è svolta nella località elvetica nel settembre 2014 ed è stata dedicata ai temi della corruzione nelle manifestazioni sportive e della cooperazione in ambito sportivo su scala europea. Segnala peraltro che, alla fine della XVII legislatura, il 22 novembre 2018, la Camera ha approvato un analogo disegno di legge, il cui iter non è però proseguito a causa dello scioglimento del Parlamento. Sottolinea che con l’espressione « manipolazione di competizioni sportive » si fa riferimento non soltanto agli « incontri » – competizioni in cui si confrontano due atleti o due squadre – né alla sola manipolazione del risultato finale di una competizione sportiva, ma più in generale a tutte le possibili modifiche intenzionali e irregolari dello svolgimento o del risultato di una competizione sportiva, volte a interferire in tutto o in parte con il carattere imprevedibile della competizione stessa per ottenere un indebito vantaggio personale o in favore di terzi. Osserva che l’accresciuta commercializzazione degli eventi sportivi e la loro esposizione mediatica hanno favorito – specie a partire dagli anni Duemila – un consistente incremento degli interessi economici legati ad alcuni risultati sportivi e incentivato lo sviluppo di nuove attività lecite e anche illecite. Ricorda, peraltro, che alcuni rilevanti profili del fenomeno corruttivo in ambito sportivo sono già oggetto di convenzioni sulla criminalità organizzata e sulla corruzione – rispettivamente, la Convenzione delle Nazioni Unite sulla criminalità organizzata transnazionale (Palermo, 2000) e la Convenzione delle Nazioni Unite contro la corruzione (Mérida, 2003) – ma che tali convenzioni, tuttavia, non considerano, espressamente i casi di manipolazione delle competizioni sportive che esulano dal contesto della criminalità transnazionale o dalla nozione di corruzione in senso proprio. Segnala inoltre che, come riferimenti normativi per elaborare strumenti di lotta contro le organizzazioni criminali che corrompono gli sportivi e si servono delle scommesse per riciclare denaro « sporco » e per finanziare le loro attività, potrebbero essere utilizzate due convenzioni del Consiglio d’Europa in materia di corruzione e di riciclaggio. Rileva, tuttavia, che la manipolazione delle competizioni sportive può essere attuata attraverso pratiche non riconducibili alla Convenzione penale sulla corruzione, e che le scommesse illegali e i profitti che derivano dalla manipolazione dei risultati sportivi non necessariamente rientrano nell’ambito di applicazione della Convenzione sul riciclaggio. Alla luce di tali considerazioni, dunque, rileva che l’opzione rappresentata dall’elaborazione di uno strumento ad hoc in grado di riunire tutte le misure preventive e repressive per un’efficace lotta alla manipolazione delle competizioni sportive, potenziando nel contempo il profilo della cooperazione internazionale, è parsa la più idonea. Ritiene che l’interesse per una convenzione internazionale in materia risieda, in prevalenza, nella promozione di un approccio globale in vista dell’adozione di princìpi condivisi volti a prevenire, individuare e punire la manipolazione delle competizioni sportive. Osserva quindi che per perseguire efficacemente tale obiettivo la Convenzione in esame « associa » – sul piano del contenuto – tutti i potenziali soggetti che operano nella lotta alle manipolazioni in questione, cioè autorità pubbliche, organizzazioni sportive e operatori di scommesse. In tal senso, evidenzia che i Governi sono sollecitati ad adottare misure idonee, anche di natura legislativa, per indurre, ad esempio, le autorità di controllo sulle scommesse sportive a contrastare le frodi, anche limitando o sospendendo la possibilità di effettuare scommesse, o limitando, in caso di necessità, l’accesso agli operatori coinvolti e il blocco dei flussi finanziari tra questi ultimi e i consumatori. Sottolinea che le organizzazioni sportive sono, invece, invitate a dotarsi di regole più stringenti contro la corruzione, nonché a prevedere sanzioni e misure disciplinari per i casi di violazione, oltre a princìpi di buon governo. Ritiene che la Convenzione in esame rappresenti quindi uno strumento ad hoc in grado di riunire tutte le misure preventive e repressive per un’efficace lotta alla manipolazione delle competizioni sportive, potenziando nel contempo il profilo della cooperazione internazionale. Per quanto riguarda il contenuto del testo della Convenzione, evidenzia che esso si compone di un preambolo e 41 articoli, suddivisi in nove capi, dedicati a: scopo, princìpi guida e definizioni (articoli 1-3); prevenzione, cooperazione e altre misure (articoli 4-11); scambio di informazioni (articoli 12-14); diritto penale sostanziale e cooperazione in materia di applicazione della normativa (articoli 15-18); giurisdizione, procedura penale e misure di applicazione della normativa (articoli 19-21); sanzioni e misure (articoli 22-25); cooperazione internazionale giudiziaria e in altri ambiti (articoli 26-28); verifica dell’attuazione (articoli 29-31); disposizioni finali (articoli 32-41). Con riferimento al disegno di legge di autorizzazione alla ratifica ed esecuzione della Convenzione, ricorda che si compone di 7 articoli. Oltre agli articoli 1 e 2 del disegno di legge che prevedono, rispettivamente, l’autorizzazione alla ratifica e l’ordine di esecuzione della Convenzione del Consiglio d’Europa sulla manipolazione di competizioni sportive, segnala che gli articoli da 3 a 5 introducono
disposizioni di adeguamento dell’ordinamento nazionale alle previsioni della Convenzione. Osserva che si tratta di limitati interventi relativi a: l’individuazione dell’autorità nazionale competente per la regolamentazione delle scommesse sportive, in attuazione dell’articolo 9 della Convenzione (articolo 3 del disegno di legge); la previsione della confisca penale obbligatoria, anche per equivalente, dei beni che costituiscono il prodotto, il profitto o il prezzo di delitti di frode in competizioni sportive o di esercizio abusivo di attività di gioco o di scommessa, in attuazione dell’articolo 25 della Convenzione (articolo 4 del disegno di legge); la previsione della responsabilità amministrativa degli enti in caso tali reati siano commessi a loro vantaggio, in attuazione degli articoli 18 e 23 della Convenzione (articolo 5 del disegno di legge). Gli articoli 6 e 7 del medesimo disegno di legge recano, rispettivamente, la clausola di invarianza finanziaria e l’entrata in vigore della legge, fissata al giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale. Osserva infine che il provvedimento è stato approvato al Senato all’unanimità e che i deputati relatori per la II Commissione Giustizia e per la III Commissione Esteri, competenti per il merito, gli hanno segnalato la sostanziale unicità di intento favorevole delle predette Commissioni. Conclude riservandosi di presentare una proposta di parere all’esito del dibattito già nella seduta prevista per l’odierno pomeriggio.

Guido Germano Pettarin (FI) ringrazia il relatore per il lavoro svolto sul provvedimento all’esame il cui impianto valuta favorevolmente. Auspica che il medesimo relatore voglia tenere conto della necessità di coordinare iniziative legislative in corso sulla medesima tematica rispetto agli obblighi recati dalla Convenzione.

Piero De Luca (PD) esprime apprezzamento per l’attività svolta dal relatore. Osserva tuttavia che l’articolo 6 del provvedimento in titolo prevede che vi sia invarianza finanziaria, mentre rileva che la Convenzione prevede specifici obblighi per gli Stati che ne fanno parte e che sono inevitabilmente onerosi. Si domanda come tale clausola si concili con i predetti obblighi in mancanza della previsione di risorse aggiuntive e teme che, in tal modo, le previsioni della Convenzione possano restare inattuate. Invita la maggioranza a riflettere sulle misure organizzative che devono essere messe in campo per evitare che la ratifica sia un atto puramente formale e ritiene che nella proposta di parere debba essere inserito un richiamo alla necessità prevedere adeguate risorse.

Emanuela Rossini (Misto-Min.Ling.), ritiene che ci si debba porre il problema di quale sia l’impatto reale conseguente al dotarsi di regole più stringenti in materia. Osserva infatti che si corre il rischio di burocratizzare le attività in questione ricordando peraltro, per restare alle complicazioni burocratiche, che le piccole associazioni sportive sono ancora in attesa di ricevere quelle risorse economiche già previste dalla normativa. In tal senso spera che la cattiva condotta da parte di pochi soggetti non pregiudichi le aspettative di quelle moltissime persone di buona volontà che animano il settore in oggetto e che quest’ultimo quindi non risulti bloccato da nuove prescrizioni. Ritiene, inoltre, che, piuttosto che agire con modalità repressive, sia più utile prevenire comportamenti non virtuosi ovvero reati attraverso la costruzione di una vera cultura dello sport da parte dei pubblici poteri.

Matteo Luigi Bianchi (Lega), relatore, in replica al deputato Pettarin, ricorda che l’esame riguarda un provvedimento di ratifica, peraltro nei limiti dei profili di competenza della Commissione che si esprime in sede consultiva. Tuttavia osserva che non gli sfugge l’importanza della predetta questione e si riserva di valutare la possibilità di inserire un richiamo ad essa nella sua proposta di parere, così come si riserva di farlo anche per la tematica relativa ai rischi di burocratizzazione sollevata dalla deputata Rossini, segnalando tuttavia che il mondo dello sport dilettantistico non è toccato dal fenomeno delle scommesse sportive. In riferimento alle osservazioni del deputato De Luca, pur concordando sull’opportunità di potere avere a disposizione maggiori risorse e ricordando che tale valutazione rientra nella competenza della Commissione bilancio, rimarca che la relazione tecnica relativa al disegno di legge in esame è stata positivamente verificata dalla Ragioneria generale dello Stato, e che quindi sono state ritenute sufficienti le risorse già previste a legislazione vigente. Conclude sottolineando che altri aspetti di contenuto, eventualmente rilevanti, saranno affrontati dalle Commissioni competenti.

Sergio Battelli, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire rinvia l’esame del provvedimento ad altra seduta.

La Commissione prosegue l’esame del provvedimento in titolo, rinviato nella seduta antimeridiana. Sergio Battelli, presidente, ricorda che nella seduta antimeridiana il relatore, Matteo Luigi Bianchi, ha illustrato i contenuti del provvedimento e si è svolto il dibattito.

Matteo Luigi Bianchi (Lega), relatore, formula una proposta di parere favorevole che tiene conto anche di taluni suggerimenti emersi dal dibattito. Nessuno chiedendo di intervenire, la Commissione approva la proposta di parere del relatore.

PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE

La XIV Commissione (Politiche dell’Unione europea), esaminato il disegno di legge C. 1638 Governo, approvato dal Senato, recante « Ratifica ed esecuzione della Convenzione del Consiglio d’Europa sulla manipolazione di competizioni sportive, fatta a Magglingen il 18 settembre 2014; considerato che la Convenzione in esame rappresentata uno strumento specifico in grado di riunire tutte le misure preventive e repressive per un’efficace lotta alla manipolazione delle competizioni sportive, potenziando nel contempo il profilo della cooperazione internazionale; tenuto conto dell’esigenza, anche nell’ambito di eventuali iniziative legislative in materia, di rispettare gli obblighi recati dalla Convenzione in esame e di non introdurre appesantimenti burocratici, in particolare, a carico delle associazioni sportive dilettantistiche, rispetto allo svolgimento di competizioni sportive, esprime parere favorevole.