Ippica

“A seguito di alcune “precisazioni di ANG sulle questioni dell’Ippodromo di Livorno” pubblicate in data odierna, l’Amministrazione Comunale di Livorno e la Società Sistema Cavallo che gestisce l’attività ippica all’interno dell’Ippodromo Federico Caprilli, si vedono costrette a chiarire alcuni concetti, proprio per rispetto ad un diritto di informazione che sia corretto e veritiero”. Così in una nota l’Amministrazione Comunale di Livorno e Sistema Cavallo (gestore attività ippica Ippodromo “F. Caprilli”).

“In primo luogo occorre precisare che l’attività di rifunzionalizzazione dell’impianto ed in particolare della pista, veniva eseguito dall’Amministrazione Comunale nel pieno rispetto dei normali iter amministrativi, peraltro dialogando con il Ministero delle Politiche Agricole quale Ente superiore preposto al rilascio delle necessarie autorizzazioni e dei relativi controlli circa il rispetto dei regolamenti a tutela dell’interesse pubblico.

Vero è che il Ministero delle Politiche Agricole disponeva una commissione di valutazione, effettuando ben due sopralluoghi a mezzo di due diversi dirigenti, di cui uno responsabile proprio del servizio veterinario, che accertavano l’idoneità dell’impianto e della pista di galoppo e così assegnando all’ippodromo di Livorno una giornata di corse e la disputa del gran premio “Coppa del mare” per il giorno 15 agosto.

In particolare, a seguito del primo sopralluogo, al termine del quale la pista veniva ritenuta idonea e solo a seguito di alcune perplessità di tenuta della pista avanzate da una rappresentanza dei fantini, si decideva che venisse svolta una corsa di prova; veniva così svolta tale prova, a seguito della quale, alla presenza del dirigente incaricato dal Ministero, si ribadiva l’idoneità dell’impianto e della pista sia pur con alcune prescrizioni. Veniva infatti paventata, proprio dai rappresentanti della categoria dei fantini, la possibilità che la pista non reggesse cinque o sei corse di seguito, per cui il dirigente del Ministero, dott.ssa Sveva D’Avanzo, ad ulteriore tutela prescriveva di allungare i tempi tra una corsa e l’altra, sì da rendere possibile il passaggio sulla pista di un apposito macchinario (regolarmente nella disponibilità del gestore dell’impianto) che riportasse la pista in condizioni ottimali all’inizio di ogni corsa.

Ebbene su tale prescrizione nè l’ANG, né alcun fantino, prendeva alcuna posizione, salvo proporre dapprima di disputare una sola corsa (cosa espressamente incompatibile con il regolamento ministeriale), ovvero, in alternativa di spostare l’intera giornata di corse al 16 agosto a causa del concomitante svolgimento della giornata di corse di Merano fissata per il 15 agosto. Delle due l’una: o la pista non era idonea neppure per il giorno seguente o lo era anche per la giornata del 15.

Per quanto attiene poi il benessere dei cavalli, a dire della ANG dalla stessa tutelato, si ritiene che ciò sia stato sempre garantito sia dal Ministero che dalla società di corse.

Ebbene, senza entrare in polemica circa i reali motivi che hanno condotto i fantini ad adottare tale eclatante quanto grave presa di posizione e circa l’incoerente condotta degli stessi, non può non evidenziarsi come lo svolgimento dei convegni ippici sia autorizzato e dettagliatamente regolamentato dal Ministero delle Politiche Agricole che, proprio attraverso il suo agire amministrativo, tutela i diritti di tutti i soggetti e gli interessi che fanno parte della filiera di settore, compresi cavalli e fantini; l’aver ritenuto dunque dal Ministero l’impianto e anche la pista idonea a svolgere le corse e l’aver assegnato la giornata del 15 agosto quale regolare giornata di calendario, porta ad affermare che ogni prescrizione fosse stata rispettata, sicchè la mancata partecipazione dei fantini deve essere letta come presa di posizione nei confronti proprio del Ministero, il quale sarà l’unico soggetto tenuto ad adottare i dovuti provvedimenti; il resto è solo sterile ed inutile polemica.

Spiace soltanto registrare che i fantini si siano appiattiti alle direttive impartite dall’ANG e che a fare le spese di tali strumentali e sconsiderate condotte siano solo i Livornesi e gli appassionati del settore, ai quali, malgrado gli enormi sforzi profusi dalla amministrazione comunale e dalla Sistema Cavallo, si è vista negare la possibilità di assistere ad un importante evento sportivo per motivi che esulano del tutto dalla tutela del benessere dei cavalli e dei fantini. Questi sono i fatti per come accaduti!”.