La questione del bando di gara delle concessioni per i giochi legali, scommesse, bingo e slot in testa, si sfila dai temi che verranno trattati nel testo della Legge di Bilancio.

Gl emendamenti alla Manovra in materia di concessioni e riordino del gioco legale escono da quelle che sono le priorità trattate con la Legge di Bilancio. Come Jamma ha riportato già nei giorni scorsi gli emendamenti di questo tenore non sono stati inseriti tra quelli segnalati dei vari gruppi politici al Senato.

Sempre in questi giorni esponenti del Governo, per quanto possiamo riferire, hanno incontrato l’industria di settore che già da tempo sta sollecitando l’interessamento del legislatore, per confermare che la questione del riordino è stata per il momento accantonata. Con le festività natalizie alle porte e l’incombente scadenza dei termini per l’approvazione della Manovra a fine dicembre, è improbabile che si arrivi ad un intervento risolutivo.

A confermare la situazione di stallo anche notizie riportate in questi giorni dal quotidiano  Milano Finanza secondo il quale è tutto fermo tanto “sulla riforma dei giochi” che “sulla proroga della concessioni“.

“Il dossier e’ arenato e al ministero dell’Economia si cerca di trovare una soluzione. Il testo e’ oggetto di continue riscritture, dopo le prime ipotesi di proroga pluriennale, funzionale a un riordino generale del sistema, capace di contemplare un nuovo modello distributivo dei giochi, regolare i rapporti con le autonomie locali e inasprire le sanzioni contro il gioco illegale, prevedendo anche nuovi poteri di controllo. A impedire finora di giungere a un punto di caduta e’ il nodo risorse, stimate in circa 900 milioni. La volonta’ del ministero, finora, e’ stata di optare per una proroga onerosa. Una tale soluzione si scontra tuttavia con i timori dei concessionari e degli operatori. Il settore e’ stato infatti tra i piu’ colpiti dalle limitazioni e delle chiusure per arginare i contagi dal Sars-Cov2. Manca inoltre, al momento, un tavolo di confronto per arrivare a scelte condivise. Il timore che serpeggia tra gli operatori e’ quindi che il settore possa bloccarsi, con danni che a cascata potrebbero riversarsi sull’erario. In questo caso non si tratterebbe soltanto del mancato incasso dei 900 milioni. Basti pensare che nei primi 10 mesi dell’anno, secondo gli ultimi dati diffusi lunedi’ dal dipartimento delle Finanze, le entrate relative ai “giochi” ammontano a 9,3 miliardi, oltre un miliardo piu’ del 2020. A cio’ si uniscono le richieste dei lavoratori.

“Nel rinnovo delle concessioni giochi sara’ fondamentale tenere conto delle chiusure in pandemia” sottolinea la Uilm.

Non mancano, come spesso succede in questi casi, le rassicurazioni dal Mef circa la volontà di tutelare il settore anche attraverso interventi che garantiscano certezze e stabilità. Ma al momento, oltre le rassicurazioni, non siamo andati.