L’obbligo di iscrizione nel Registro Unico degli operatori del gioco è una disposizione normativa introdotta con il Decreto Fiscale del dicembre scorso, ma tutti i chiarimenti del caso arriveranno, forse, solo dopo l’estate.

In parole povere la norma c’è, ma non si applica.

L’articolo 27 del decreto fiscale allegato alla Manovra di Bilancio 2020 ha istituito a decorrere dall’esercizio 2020, il Registro unico degli operatori del gioco pubblico presso l’Agenzia delle dogane e dei monopoli. L’iscrizione al Registro costituisce titolo abilitativo all’esercizio di attività legate al gioco pubblico ed è disposta (e rinnovata annualmente) dall’Agenzia, previa verifica del possesso da parte dei richiedenti di specifici requisiti e condizioni, anche finanziari.

Il Registro in questione andrà a sostituire il RIES, a cui deve iscriversi chi opera nella raccolta di gioco attraverso le slot, ovvero AWP E VLT. Secondo la norma di legge del dicembre scorso l’esercizio di qualsiasi attività funzionale alla raccolta di gioco, e non solo attraverso slot e videolotterie, in assenza di iscrizione al Registro, determina l’applicazione di una sanzione amministrativa di 10.000 euro e l’impossibilità di iscriversi al Registro per i successivi 5 anni. Sono previste sanzioni anche per i concessionari di gioco pubblico che intrattengano rapporti contrattuali funzionali all’esercizio delle attività di gioco con soggetti diversi da quelli iscritti nel Registro (a questo proposito non si comprende cosa centrino i concessionari con l’iscrizione nel registro degli apparecchi comma 7 non collegati in rete, come nel caso delle ticket redemption)

Il Registro è istituito all’esplicito scopo di contrastare le infiltrazioni della criminalità organizzata nel settore dei giochi e la diffusione del gioco illegale, nonché di perseguire un razionale assetto sul territorio dell’offerta di gioco pubblico. L’iscrizione al Registro costituisce titolo abilitativo per i soggetti che svolgono attività legate al gioco pubblico.

L’iscrizione al Registro è disposta dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e deve essere rinnovata annualmente. La norma in questione prevede anche la pubblicazione di un Decreto Ministeriale (e non più un decreto interdirettoriale di ADM come in passato per il RIES, peraltro modificato cinque volte causa ricorsi vari) con indicazioni sulla tenuta del Registro (e quindi gli obblighi previsti per gli operatori).

L’emanazione del decreto, secondo quanto Jamma è in grado di riferire, non è prevista a breve e questo vuol dire che non dovrà essere rispettata la scadenza del 20 gennaio (termine ultimo per l’iscrizione al RIES). Tutti gli operatori di gioco tenuti, secondo la norma modificata, all’iscrizione, ad esclusione delle categorie già tenute ad iscriversi, dovranno quindi attendere chiarimenti .

Quanto? Probabilmente anche fino a dopo l’estate.

Il legislatore ha previsto infatti che venga pubblicato un decreto ministeriale il cui iter può risultare complesso. L’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che potrà indicare ( ma anche precisare alcune esclusioni o precisazioni come sugli apparecchi elettromeccanici e o meccanici tipo AM o anche saltuarie operazioni di gioco) altri soggetti non ricompresi tra quelli citati dalla legge e che svolgono comunque qualsiasi altra attività funzionale o collegata alla raccolta del gioco, potrebbe emanare il provvedimento entro la prossima primavera ( aprile o maggio) e quindi i tempi slitterebbero a dopo l’estate, (visto che ci sono oltre un centinaio di decreti ministeriali che attendono di essere pubblicati).Questo vuol dire che solo allora verrà richiesto il versamento delle somme previste per l’iscrizione o, per chi opera con le slot, l’integrazione di 50 euro (visto che la quota passa da 150 a 200 euro l’anno).

La norma prevede a decorrere dal 2020 l’iscrizione e quindi il versamento della somma ai fini dell’iscrizione. Questo vuol dire che, probabilmente, slitteranno i termini per l’iscrizione e il versamento della tassa, che comunque sarà dovuta per l’anno in corso.