“Mi stupisce sempre la logica dei 5 stelle. L’ultima nota mi pare surreale, di fronte alla notizia della chiusura e della neo-precarietà di migliaia di persone che perderanno il lavoro, il messaggio che intendono fare passare e’ al limite della comprensione”.

Così l’Ing. Francesco Gatti, delegato Sapar Emilia Romagna.

“Sostanzialmente sostengono che l’economia “reale” (che poi mi piacerebbe sapere come considerano la nostra economia? Probabilmente immaginaria!) ne beneficerà, ovvero che l’avventore della sala che fino a ieri poteva intrattenersi giocando, da domani spenderà quel denaro comprando abiti e rilanciando i piccoli artigiani. Portano poi a sostegno il precedente illustre del Piemonte, ove, sostengono, anche il gioco online e’ diminuito. La questione è sempre la stessa: occorre competenza per esprimersi su un argomento così delicato.

Il gioco in Piemonte e’ diminuito ma e’ scoppiato il fenomeno del gioco illegale (anche se forse il sen. Endrizzi e colleghi non ne sono a conoscenza) e le moltitudini di azioni della gdf ne sono fulgida testimonianza. Ma se si volesse essere ancora più pignoli ci spieghino se, a fronte della diminuzione del gioco terrestre, in Piemonte siano esplosi i consumi. Perché a questo punto ci sarà un dato che conferma una sola delle frastornate teorie di questi signori.
Perché se il gioco e stato eliminato e i consumi non sono ripartiti allora questo sillogismo non regge.

Serve serietà, buon senso, moderazione e preparazione per parlare di questo argomento. Qui si scrivono due note per i giornali che riprendono supinamente qualsiasi dichiarazione amplificando un effetto distorsivo della comunicazione politica sul settore. Occorre invece onestà intellettuale per essere disposti a mettersi in discussione. Comprendo che il gioco sia un’ossessione e che in passato ha portato visibilità, ma invito già adesso i 5 stelle a contare tutti i voti che arriveranno contro chi ha portato avanti scioccamente questa battaglia per poi trovarsi al governo e a fronte delle promesse elettorali di uscita dal gioco d’azzardo abbia quasi raddoppiato il carico fiscale rendendo definitivamente il gioco centrale per l’economia statale. Il gioco rappresenta oltre l’1,5 percento del PIL. Non riconoscerne l’importanza e’ delirante. Semplicemente delirante” conclude Gatti.