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(Jamma) “Il Comune di Genova chiude i locali (del centro storico) ma autorizza i distributori automatici di birra. Doppia morale o schizofrenia?”. Così il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti commenta l’assurda vicenda che vede protagonista l’amministrazione comunale di Genova. Nei giorni scorsi infatti sono stati installati nel centro storico della città ( che è anche poi l’area della movida) alcuni self service anche di erogatori per la birra. Un’iniziativa che ha provocato una vera e propria “salita sulle barricate” da parte degli esercenti genovesi che da tempo lottano contro un’ordinanza del Comune di Genova che li penalizza e che, adesso, si trovano di fronte al permissivismo nei confronti di questo tipo di iniziative. Un permissivismo che contrasta anche con la ferrea intenzione di eliminare dalla stessa area attività di gioco e apparecchi a vincita (slot e videolotterie). Gli esercenti, dicevamo, si sono infuriati ma non solo loro. Un problema che diventa anche sociale visto che l’assenza di qualsiasi controllo permette a chiunque di ubriacarsi senza nessuno che possa disincentivare alla cosa. “Non c’è il controllo soprattutto se la persona è in alterato stato alcolico – hanno spiegato – e poi sono proprio degradanti a livello sociale. Le persone sole le persone che hanno problemi possono andare lì, dove nessuno li ascolta, mettersi davanti a una macchina e ubriacarsi”. Così a Palazzo Tursi non hanno potuto far altro che correre ai ripari. “Era stata presentata una Segnalazione certificata inizio attività (Scia) – spiega il Comune in una nota – per commercio alimentare tramite distributori automatici, che prevede la distribuzione di alimenti confezionati e di bibite in confezione originale. La distribuzione di birra tramite spillatore configura – invece – una somministrazione vera e propria, attività per la quale è necessario il rilascio di un’apposita autorizzazione. Palazzo Tursi dunque avvierà il procedimento di decadenza della Scia, per abuso”. Quindi una diffida per interrompere il servizio di distribuzione automatica della birra, accompagnata da una multa per somministrazione abusiva di bevande.

Ma le domanda che ci poniamo sono semplici. Se è vero che le slot rappresentano un problema sociale, un rischio che va relegato nelle zone periferiche, e comunque lontane dai luoghi sensibili, non lo sono anche i distributori di alcolici? E , in ogni caso, forse a Genova i giocatori ludopatici sono più numerosi di chi ha problemi con l’alcol. A proposito, il divieto di somministrazione di alcol ai minori ( di 18 anni) chi lo fa rispettare? Tante, e forse troppe, energie dedicate a sostenere la battaglia contro le slot non avrà forse distratto eccessivamente gli amministratori genovesi? mc

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