(Jamma) Governo si, governo no, governo forse. E’ quasi meglio che un governo non ci sia per un imprenditore, che ogni volta deve fermarsi ad attendere normative in via di elaborazione, dovendo poi allinearsi a esse …. Data la schizofrenia del legislatore nostrano, si rischia la paralisi operativa …….. (da twitter @vitalbaa 5 mag https://twitter.com/vitalbaa).

Forse è meglio che non ci sia Governo visto quello che può accadere ed è accaduto a tanti gestori di AWP vessati da certi concessionari per la riduzione dell’ultima tranche (del noto 35%) di apparecchi comma 6/a del TULPS.

In tema di vessazioni quella subita per la nota vertenza dei 500 milioni di diminuzione degli aggi che finalmente domani troverà una conclusione alla Corte Costituzionale, primo atto legislativo scellerato contro il settore del gioco dell’allora neo Governo Renzi.

Alla vigilia della sentenza io pronostico per una sentenza, per quello che da sempre è stato il mio convincimento a non pagare, dove la Corte Costituzionale dichiarerà l’incostituzionalita’ del comma 649 dell’art.1 Legge 190 ma non la sua retroattività , (come già scrivevo nel 2015 non vorrei facessimo la fine della Robin tax!)? i

Ovvero che si preveda il non pagamento solo dalla sentenza in poi, ossia chi ha dato ha dato e chi ha pagato resta gabbato, come già accaduto e come già da tempo altre pronunce della Corte Costituzionale hanno purtroppo sancito. Lo Stato non restituisce il maltolto, considerando anche i prevedibili buchi di bilancio, delle richieste della Commissione Europea e delle notizie stampa che prevedono ammanchi nel settore del gioco, causa avventatezza e poca lungimiranza di chi ha gestito la delega dei giochi in questi 4 anni.

C’è di peggio però:

ad una barista bresciana, ovvero il caso di ordinaria follia, viene contestata una sanzione da 50 mila euro di sanzione per l’assenza della copia, all’ingresso del locale, della locandina col materiale informativo relativo al GAP Gioco patologico dell’ASL di Brescia..( imposta dall’ormai arcinoto Decreto Balduzzi ) .

Pensate se ci fosse stato in quel locale un gioco illegale: l’esercente se la cavava con 4 mila euro di sanzione.

Appunto colleghi, la fobia delle ludopatie si scarica sugli apparecchi da gioco e non allo stesso modo su altre violazioni come quelle pubblicitarie e su altri giochi come i grattini che con la scusa che sono già stampati hanno rinviato la problematica.
Suggerisce un noto penalista del settore “ a mio parere sarebbe da contestare la violazione del principio costituzionale della ragionevolezza della norma ex art. 97 della Costituzione, e cioè il principio che impone alla P.A. di utilizzare provvedimenti proporzionati alla finalità da conseguire.
Il prevedere una sanzione di € 50.000,00 per la errata apposizione di una locandina dell’ASL locale con gli avvisi anti GAP, rimossa e provvisoriamente e sposta per le pulizie pasquali, ma rinvenuta dai verbalizzanti GdF e dato atto di ciò nel verbale, insieme alla seconda copia all’interno del locale e che comunque era presente vicino agli apparecchi installati e quindi era presente mi sembra che integri questa fattispecie.
Il proporre ricorso al giudice vuol dire proporre l’incostituzionalità della norma, il giudizio di fondatezza della eccezione viene valutato e deciso dal giudice, in caso di fondatezza è il giudice che dispone il trasferimento alla Corte Costituzionale la quale poi deciderà; in caso di rigetto non c’è più nulla da fare .”

Da dichiarazioni della barista risulta che da un controllo precedente tutto era in regola, etichette, avvisi e altre menate burocratico/impositive.
La storia purtroppo è reale e speravamo che non accadesse più, visto che in passato casi analoghi sono stati giustamente archiviati dall’AAMS.

Per lo sconforto la barista minaccia di chiudere, non avendo ne la cifra di 50 mila euro ne quella di 1/3 (16.666 euro per pagarla entro i 60 giorni) e quindi la somma potrebbe ricadere sul gestore che la serve da 20 anni.

Vi siete chiesti a quanti controlli un gestore piccolo o grande che sia, deve (come minimo) confrontarsi praticamente ogni giorno? Chi opera in più province o regioni deve sottostare a etichette supplementari diverse per regione, divieti per modalità istallative e o di orari oltre alle distanze dai luoghi sensibili e alle paturnie mentali di controllori o impreparati e in malafede.

Sono il primo a dire che i controlli sono fondamentali ma credo che dovrebbero avere un “giusto dosaggio”. In altre parole: un gestore , che deve “anche” incassare per se stesso ma soprattutto il PREU per lo Stato ( e poi versarlo ai Concessionari) deve passare più tempo sui fogli che sul proprio business. Il problema è serio: da una parte i giusti controlli che però non evitano assolutamente certi giochi irregolari e tutti lo sappiamo.
Il dover convivere con la BUROCRAZIA, può portare anche a perdere di vista i reali valori. Possibile soprattutto che le pene o le sanzioni siano commisurate all’errore commesso anche in buona fede.

E.Bernardi
i# P.S. Non sono un veggente quindi il mio augurio si fonda su sentenze della Corte Costituzionale e di uno strano presentimento……..!?

Commenta su Facebook