Dipendenze dimenticate, con la mancata assegnazione (a una settimana dalla fiducia al Conte bis) delle deleghe per le politiche antidroga e la derubricazione dell’azzardo a punto irrilevante nell’agenda delle priorità dell’esecutivo giallo-rosso.

E’ quanto si legge in un articolo del quotidiano l’Avvenire che riporta una dichiarazione del senatore dei Cinque Stelle Giovanni Endrizzi.

Endrizzi dice chiaramente che dopo aver messo un primo e fondamentale tassello con il Decreto Dignità il compito della politica in questo campo non può certo considerarsi esaurito. «Il governo è chiamato ad assumere impegni chiari e a compiere scelte precise già a partire dalle prossime settimane – afferma Endrizzi –. Sull’azzardo, del resto, non sono ammissibili passi indietro e mi auguro che nessuno voglia mettere in discussione le conquiste ottenute finora».

I primi test su cui sarà giudicato l’operato di Palazzo Chigi, secondo Endrizzi, saranno le nomine dei vertici Agcom e il futuro che avrà la cosiddetta circolare Villarosa, ovvero il documento ministeriale che prende il nome dal sottosegretario (confermato al Mef anche nel nuovo esecutivo) in cui si specifica come nel perimetro del divieto di pubblicità sia compresa pure la semplice informazione generica. «L’azione che mi aspetto dal governo nascente parte proprio da quella circolare che fa chiarezza e consente sponsorizzazioni ed eventi sportivi liberi dall’azzardo, con partite di calcio di Serie A finalmente e tranquillamente fruibili in tv anche da bambini e ragazzi – spiega Endrizzi –. La crisi di governo scatenata proditoriamente e a ciel sereno dalla Lega, ha temporaneamente frenato l’iter della circolare, che, firmata, attende le procedure di emanazione e pubblicazione».

Ora, secondo Endrizzi, spetta al Tesoro muoversi affinché il percorso sia completato: «Il ministro Gualtieri dovrebbe accelerare la notifica ai concessionari e cristallizzare la certezza su un tema come il divieto totale di pubblicità e sponsorizzazioni sull’azzardo che i cittadini hanno fortemente appoggiato ed è contenuto negli impegni elettorali di M5s, ma anche in quelli di Pd e Leu». Molti eletti delle forze di maggioranza, inoltre, hanno sottoscritto l’appello della campagna “Mettiamoci in Gioco” che vede il “No” a ogni forma di pubblicità come punto irrinunciabile. «Parliamo di esponenti di spicco, come il capogruppo alla Camera Delrio, che oltretutto ha partecipato ultimamente a tavoli negoziali sull’argomento».

La fase 2 della lotta all’azzardo, per Endrizzi, passa anche dalle nuove nomine dei vertici Agcom, scaduti a luglio. «È necessario escludere assolutamente ipotesi che abbiano il minimo fumus di conflitto di interessi e adottare profili a 5 stelle, non nel senso dell’appartenenza ma del metodo. Servono, cioè, figure specchiate, competenti e totalmente indipendenti dalla politica».
Ai nodi imminenti da sciogliere si aggiunge una linea di indirizzo precisa da seguire: «Con il Decreto Dignità sono entrate in vigore norme chiave che mirano a dare più consapevolezza e a frenare la domanda di azzardo, dalla messa al bando la dicitura “ludopatia” (termine che confondeva l’azzardo con il gioco) fino all’obbligo di inserire pure sui “Gratta e vinci” avvertenze di pericolo, ma adesso bisogna fare di più». L’obiettivo deve essere quello di creare le condizioni affinché si riduca una raccolta da 107 miliardi di euro all’anno: «È indispensabile che il governo si impegni a non consentire ulteriori incrementi di questo mostruoso volume – sostiene Endrizzi –. Non solo: bisogna gettare le basi per una sua progressiva ed equilibrata riduzione nel prossimo futuro fissando traguardi chiari e riscontrabili»

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