Print Friendly, PDF & Email

(Jamma) Elezioni. Berlusconi, Renzi e Di Maio, quale il loro programma di interventi sul gioco d’azzardo? Quali sono i passi concreti e immediati, in termini di contrasto e regolamentazione del gioco d’azzardo, che intende intraprendere per dare risposta a questa esigenza e quali risultati si aspetta da questa azione? Questa la domanda posta ai tre leader da Vita.it e di seguito le rispettive risposte.

Renzi

Rispetto ai tempi in cui insieme ad altri sindaci firmavo gli appelli delle associazioni e di Vita qualcosa è cambiato. La legge di Bilancio 2016 ha cambiato l’approccio e il lavoro di questi mesi va nella giusta direzione sia nella riduzione delle slot, sia nella introduzione di divieti pubblicitari. Ma so anche che molto resta da fare e che il dibattito è acceso sul punto. Visitando un centro per la ludopatia, in provincia di Modena, qualche mese fa mi sono reso conto anche personalmente che su questi temi il terzo settore ha capito prima della politica la gravità del problema. La nostra proposta è quella di coinvolgere da subito un tavolo di associazioni del settore e i responsabili delle Regioni – all’inizio della legislatura – per la verifica dell’attuazione concreta delle norme. E per stabilire insieme i prossimi passi. Senza incertezze, senza ideologie.

Berlusconi.

Questo è un tema molto delicato. In questi anni i governi hanno avuto un atteggiamento ondivago. Anche in questo caso credo che la prima misura sia quella di non interferire e anzi di sostenere le iniziative prese dalle amministrazioni locali, comunali o regionali, spesso assieme alle associazioni del terzo settore, per contrastare la diffusione indiscriminata di postazioni di gioco d’azzardo, la loro accessibilità ai minorenni e il recupero di coloro i quali cadono preda della ludopatia. Tutto è reso ancora più complicato dal fatto che il digitale rende disponibile a tutti in qualsiasi ora la possibilità di scommettere e che uno smartphone non distingue tra minorenni e maggiorenni. Una volta tornati al governo approfondiremo i dati nazionali e locali e valuteremo quali iniziative proporre, consapevoli però che proibire il gioco legale avrebbe il solo effetto di alimentare il gioco illegale in mano alla malavita.

Di Maio

Proprio questa estate abbiamo fatto nostro l’appello di Vita.it e No Slot e condotto una campagna di raccolta dati, poi diffusi sui territori, relativi alla piaga di azzardopoli. Una piaga che nel 2016 ha visto bruciare 96 miliardi di euro, 260 milioni al giorno, quasi 11 milioni l’ora. Il nostro programma è il frutto di una battaglia di 5 anni al fianco delle associazioni, portata avanti in Parlamento, nei Comuni e nelle Regioni, dove ci siamo battuti a difesa della loro autonomia nella lotta all’azzardo. I Comuni a 5 stelle, da Torino a Roma passando per Livorno, hanno adottato delibere a tutela della salute dei loro cittadini, fissando distanze da luoghi sensibili come chiese e scuole, e limitando gli orari. Per il Movimento 5 Stelle parlano i fatti. Migliaia di nostri iscritti hanno votato punti specifici sulla lotta ad ‘azzardopoli’: le priorità saranno dare più risorse a forze dell’ordine e magistratura per combattere l’illegalità – in alcuni casi mafiosa – che si annida nell’azzardo anche ‘legale’, vietare pubblicità e sponsorizzazioni. In quest’ultima battaglia mi sono speso personalmente con le associazioni. Lo ricordiamo sempre: oltre ai danni di famiglie distrutte, umanamente ed economicamente, ogni euro bruciato in azzardo è un euro che esce dall’economia reale e produttiva. Va introdotta la massima trasparenza finanziaria e vanno aboliti i concessionari. Inoltre va introdotta una ‘exit-strategy’ da slot e videolottery e limitato fortemente l’online fissando un tetto massimo di ‘scommesse’ annue. Con l’introduzione di una tessera personale si controlleranno i flussi e si potrà prevenire la diffusione tra i giovani. Un esempio: chi percepirà il reddito di cittadinanza non potrà gettar soldi nel tentar la sorte e, se scoperto tramite la tessera, perderà il sostegno al reddito. La differenza, in questo come su altri temi cruciali per la qualità della vita, la farà la libertà politica di agire per il bene delle persone: misure come il condono ai signori dell’azzardo ad opera del governo Letta devono diventare un lontano ricordo.

Commenta su Facebook