“Basti pensare allo stanziamento di 1 miliardo di risorse aggiuntive per il reddito di cittadinanza, senza prevedere i correttivi che impediscano quello che, soprattutto, nel Mezzogiorno d’Italia – e io vengo dalla Calabria -, abbiamo registrato puntualmente: che il sussidio finisca, spesso e volentieri, nelle mani e nelle tasche dei mafiosi, spacciatori e delinquenti, senza creare lavoro, se non nero, se non quello dei navigator, 1 miliardo di euro aggiuntivo per il reddito di cittadinanza, 5 miliardi di euro previsti per il cashback e la lotteria degli scontrini: un piccolo tesoro che certamente avrebbe potuto aumentare di oltre il 50 per cento l’attuale stanziamento destinato ai ristori e che avrebbe consentito di dare una boccata d’ossigeno ad imprese e partite IVA, per aiutarle a sopportare la crisi e, soprattutto, a preparare una ripartenza”.

Lo ha detto in aula alla Camera la deputata Wanda Ferro (FdI) nell’ambito della discussione sul Disegno di legge: S. 2144 – Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 22 marzo 2021, n. 41, recante misure urgenti in materia di sostegno alle imprese e agli operatori economici, di lavoro, salute e servizi territoriali, connesse all’emergenza da COVID-19 (Approvato dal Senato).

Il deputato Paolo Trancassini (FdI) ha aggiunto: “Abbiamo cercato di farvi ragionare, noi, da soli, sulla illogicità di mettere in campo oggi, ancora oggi, la lotteria dello scontrino. Vi abbiamo anche sottolineato che non è corretto, in un momento come questo, continuare a dividere il Paese, fomentando la delazione nella lotteria dello scontrino. Anche su questo, eravamo in molti a dirlo ieri, siamo rimasti soltanto noi, ma certo è che questa non può essere una misura da cui un’impresa oggi in ginocchio possa pensare di ripartire o di avere delle speranze”.

Tommaso Foti (FdI): “Poi ancora, cashback e lotteria degli scontrini: 12 miliardi di euro che potevano essere riservati al sistema delle imprese e che si pensa bene di utilizzare, perché vi è un retropensiero profondo per cui chi fa impresa è evasore per definizione; e allora, poiché deve essere evasore per definizione, mettiamo 12 miliardi e li spendiamo, non nel sistema produttivo, ma per allietare qualche lotteria parassitaria”.