Le sale giochi e le attività di scommesse, così come la raccolta di gioco attraverso le slot, potranno riprendere a partire dal 1° luglio prossimo. E’ quanto ha deciso il Consiglio dei Ministri e quanto verrà messo nero su bianco con un decreto in fase di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

L’ennesima delusione, visti i commenti di queste ore provenienti da più parti, se si considera che per molti la ‘naturale’ riapertura sarebbe dovuta coincidere con i primi di giugno.

Sarebbe, condizionale appunto, perchè nei fatti nessun dato concreto dava per certa questa decisione.

E per nessun dato concreto si intende nessuna rassicurazione da parte degli esponenti del Governo e nemmeno degli organismi, primo tra tutti il Comitato Tecnico Scientifico, a cui spetta la funzione di consulenti dell’Esecutivo.

Al contrario, da più parti, e ci riferiamo a rappresentanti del Governo, arrivava chiaro e netto il messaggio: il settore dei giochi non è tra quelli considerati prioritari. A conferma di questo l’estrema incertezza sui contenuti del protocollo di sicurezza su cui il Ministero della Salute non aveva espresso alcun giudizio.

Se da una parte qualche politico (pochi a dire il vero) si esponeva a favore del settore, molti altri confermavano, senza esposizione mediatica, che la soluzione non sarebbe stata delle più soddisfacenti. Come succede sempre nella politica la voce dei primi è prevalsa sugli altri. Ma solo la voce, si intende.

Vero è che il Ministero delle Finanze, già nelle settimane scorse, aveva dato il ‘via libera’ alla riapertura delle attività di gioco legale, ma la parola definitiva, vista la natura della decisione, non spettava a via XX Settembre, come sappiamo, ma al ministro Speranza.

E qui la questione si era fermata. Molti avevano espresso forti riserve sulla decisione, anche in considerazione del fatto che queste attività, così come un anno fa, sono considerate ancora ad alto rischio contagio. Non sono bastati mesi di interlocuzione e di confronto per convincere del contrario.

Così il comparto e le tantissime imprese, con tutti i lavoratori al seguito, si sono ritrovati per l’ennesima volta nel vortice di questa ‘lotteria’ delle date. Oggi la comprensibile delusione non può che portarci a sperare in un ripensamento, con conseguente anticipo della data di riapertura.

E’ realistico pensare però che senza elementi concreti, al di là delle intenzioni e della volontà di qualche politico ‘illuminato’, non ci sarà alcun cambiamento.

L’iter è sempre lo stesso. Le resistenze, e le fonti consultate in queste ore lo confermano, restano sempre le stesse. Il prossimo passo è quello che ci vede impegnati nella definizione dei contenuti del protocollo di sicurezza per la riapertura, con la precisa indicazione di tutti i parametri per il riavvio della attività di scommesse così come degli apparecchi da gioco, a vincita e non, all’interno degli esercizi pubblici. Anche a tale proposito, purtroppo, nei giorni si è fatta molta confusione. Senza la possibilità di accedere all’interno dei bar per usufruire di tutti i servizi, compresa la somministrazione al bancone, non si poteva dare per scontata la riaccensione delle slot.

Possiamo sperare quindi in un anticipo delle riaperture rispetto al 1° luglio? La riposta è sì, ma solo se dati ‘oggettivi’ e concreti ce lo consentiranno. Basta lotterie, grazie, il comparto merita altro. mc