“Ho chiesto ai prefetti di fare un’opera di ascolto, dialogo e confronto con gli enti locali, le parti sociali, i rappresentanti delle attività produttive per intercettare segnali di disgregazione del tessuto sociale, in particolare per le categorie più deboli. Sono state chieste misure sul disagio abitativo e sull’accesso al credito delle famiglie”.

Così la ministra dell’Interno Luciana Lamorgese (foto) in audizione alla commissione Affari costituzionali della Camera. “Le prefetture hanno svolto un ruolo centrale nella gestione dell’emergenza, riconducibile alla vocazione alla vicinanza ai territori e alla capacità di mediazione dei conflitti e di tutela dei diritti individuali. E’ stato cercato il corretto bilanciamento tra le esigenze di salvaguardia della salute e la continuità dei processi produttivi. Abbiamo controllato 9 milioni di persone con 320.000 sanzioni.

Ci sono margini di inserimento della criminalità organizzata nella fase di riavvio delle attività economiche. La situazione è caratterizzata da deficit di liquidità e dall’afflusso di ingenti finanziamenti nazionali ed europei. Abbiamo dunque sollecitato la massima attenzione delle forze di polizie per intercettare nuove dinamiche nelle azioni criminali. L’ingente mole di interventi finanziari per la ripresa economica deve avere un punto di caduta nella tempestività delle erogazioni, fondamentale in questa fase, ma anche nel rigore dei controlli che resta irrinunciabile. Le norme antimafia devono essere scrupolosamente rispettate: solo un elevato presidio di legalità può scongiurare un uso distorto delle risorse pubbliche”.