Dopo il primo caso di Coronavirus a San Mauro Pascoli (FC), il secondo nel cesenate, il sindaco Luciana Garbuglia emana un’ordinanza che dispone diverse misure precauzionali.

“Considerato l’evolversi della diffusione del coronavirus – scrive il primo cittadino – e l’incremento dei casi nel territorio regionale e considerate le note pervenute dalla Prefettura di Forlì che evidenziano casi di coronavirus in aumento nell’area della Romagna, e ravvisata l’urgenza di adottare provvedimenti a tutela della salute pubblica su tutto il territorio comunale, in coerenza con le disposizioni dei decreti del Governo, ho emanato un’ordinanza in via precauzionale valida fino a formale revoca”.

Garbuglia dispone la sospensione di una serie di servizi: la Biblioteca San Mauro Pascoli, ad eccezione del solo prestito librario che è garantito nelle consuete ore di apertura della biblioteca stessa; Museo Casa Pascoli; Villa Torlonia – Parco Poesia Pascoli; Centro Sociale “I Sempra Zovan”; Centro Giovani; Centro Sociale “La mia sera” di San Mauro Mare; La Ludoteca di San Mauro Mare e connesse attività extrascolastiche; Centro pomeridiano “aiuto compiti” presso la casa dei Sammauresi; Qualsiasi altra attività extrascolastica presente sul territorio comunale.

Il sindaco dispone anche la chiusura di palestre pubbliche e private, sale giochi, centri di intrattenimento ludico, ricreativo o sociale e la sospensione di manifestazioni o iniziative di qualsiasi natura, anche di carattere ordinario, di ogni forma di eventi e di ogni forma di aggregazione in luogo pubblico o privato svolti sia in luoghi chiusi che aperti al pubblico; dispone inoltre l’interruzione di qualsiasi attività di carattere ricreativo, sociale, sportivo, formativo, corsistico in luogo pubblico o privato.

Resta consentito lo svolgimento delle attività dei pubblici esercizi (ristorazione, bar, pub) a condizione che il servizio venga espletato per i soli posti a sedere e che, tenendo conto delle dimensioni e delle caratteristiche dei locali, gli avventori siano messi nelle condizioni di rispettare la distanza tra loro di almeno un metro. Consentita anche l’apertura di tutte le attività commerciali e di pubblici esercizi subordinata all’adozione, da parte del soggetto gestore, di misure organizzative tali da consentire un accesso ai predetti luoghi con modalità contingentate o comunque tali da evitare assembramenti di persone, tenuto conto delle dimensioni e delle caratteristiche dei locali aperti al pubblico, e garantendo il mantenimento di una distanza di almeno un metro tra visitatori.

Consentito infine anche lo svolgimento delle attività di commercio su aree pubbliche, al pari di quello in sede fissa,a condizione che il servizio venga espletato in modo da evitare assembramenti, nel rispetto della distanza tra gli utenti di almeno un metro.